Plastic Tax e Sugar Tax

L’Italia rinvia l’entrata in vigore dell’imposta sul consumo della plastica monouso e dell’imposta sugli analcolici edulcorati

Fra le polemiche continua con un ulteriore slittamento l’iter della Plastic Tax e Sugar Tax in Italia, che sposta ancora l’entrata in vigore delle imposte. La conferma è contenuta nel testo del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2021 che vede scivolare l’ingresso delle imposte al 2023.

Ricordiamo che la Plastic Tax fissata è l’imposta introdotta per scoraggiare l’impiego dei cosiddetti MACSI, manufatti di plastica con singolo impiego, teoricamente prevista in vigore a partire dal mese di luglio 2021. Per quanto concerne invece la Sugar Tax, la cui entrata in vigore doveva risalire addirittura al 2020, riguarda invece gli analcolici edulcorati.

L’annuncio dato dal ministro per le Politiche agricole Stefano Patuanelli, conferma il timore che il provvedimento potesse avere effetti troppo drastici sull’industria della trasformazione e incontra il favore delle imprese, fortemente critiche nei confronti della normativa e favorevoli all’abolizione di entrambe le direttive; Federalimentare, (Federazione Italiana dell’industria Alimentare) ha così commentato la notizia del rinvio.

“Il rinvio di plastic e sugar tax al 2023 fa tirare un sospiro di sollievo alle nostre imprese che sono in una fase di recupero dopo l’anno del covid – dice Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare – e per questo ringraziamo le istituzioni che ci hanno ascoltato e hanno recepito le nostre preoccupazioni in merito all’entrata in vigore di queste due tasse”. 

“Rimaniamo sempre dell’idea, però, che sugar e plastic tax siano due misure da abolire perché dannose per le aziende” aggiunge Vacondio. Si stima che l’imposta sulla plastica, che colpisce più o meno tutta l’industria alimentare, se e quando entrerà in vigore, farebbe aumentare mediamente i prezzi al consumo del 10% con punte fino al 60% su prodotti con basso valore aggiunto. Quella sugli zuccheri, invece, produrrebbe una contrazione delle vendite dei soft drink del -17% per il domestico e del – 9% per il fuori casa. Una contrazione che si abbatterebbe su tutta la filiera, con 5.050 posti di lavoro a rischio. Inoltre, in alcuni paesi in cui la sugar tax è entrata in vigore, come Danimarca, Norvegia e Islanda, è stata poi rimossa perché giudicata inutile.

“Le nostre aziende si impegnano da anni per trovare soluzioni sempre più sostenibili, così come hanno sottoscritto protocolli con il ministero della Salute (l’ultimo tra il ministero e l”associazione Assobibe il mese scorso) che hanno portato a una riduzione dello zucchero sul mercato del 27% – spiega Vacondio – Riteniamo dannose e non giuste queste imposte perché da tempo lavoriamo per diventare sempre più sostenibili e sempre più attenti dal punto di vista nutrizionale, come richiesto dai consumatori” conclude Vacondio. 

Il nuovo slittamento della Plastic Tax e della Sugar Tax e le polemiche che lo accompagnano fanno eco con argomentazioni analoghe alle polemiche che accompagnano la Sup, single use plastics , ancora in fase di recepimento in Italia e strettamente collegata alla Plastic Tax.

E mentre il nostro paese prende tempo, esponendosi al rischio di apertura di procedimenti di infrazione, in materia di imballaggi in plastica, ecco cosa sta succedendo in altri paesi.

Imballaggi plastica monouso: Francia, Germania e Spagna

In altri paesi d’Europa, intanto, il recepimento della Direttiva Europea vede l’ingresso di nuove norme per ridurre la presenza di imballaggi monouso in materiale plastico.

La Francia

Il divieto colpisce, a partire dal prossimo gennaio, gli imballaggi in plastica destinati al confezionamento di prodotti ortofrutticoli di peso inferiore a 1,5 kg e per lo stesso peso è esteso anche ad altre categorie di prodotti, è il caso del materiale pubblicitario. Il divieto all’impiego dei monouso tuttavia non riguarda prodotti ortofrutticoli particolarmente delicati, per i quali, in attesa di alternative ugualmente efficienti, si è rimandato al 2026.

La Spagna

Si allinea alla Francia ma con tempi diversi, il divieto scatterà infatti per tutte le confezioni in plastica di peso inferiore al 1,5 Kg per i prodotti ortofrutticoli a partire da gennaio 2023. Al divieto sarà affiancata anche una nuova tassa sugli imballaggi in materiale plastico non riutilizzabile.

La Germania

Con una normativa sugli imballaggi in plastica già in vigore a partire dal 2019, la Germania punta sul riuso e si prepara all’entrata in vigore dal 2023 di una normativa che obbliga alla vendita di cibi e bevande anche d’asporto in contenitori riutilizzabili con il deposito cauzionale. I clienti versano una cauzione per il vuoto che sarà rimborsata al momento della restituzione.

Plastic e Sugar Tax: l’Italia rimanda al 2023 ultima modifica: 2021-11-02T15:38:46+01:00 da Redazione