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La responsabilità è del produttore e gli operatori del settore chiedono un emendamento che inserisca in tempi rapidi un regime transitorio alla disposizione

Dal 26 settembre 2020 è in vigore il decreto legislativo n. 116/2020, che modifica il D.Lgs 152/2006 (Codice dell’Ambiente) e recepisce la direttiva europea sui rifiuti (UE 2018/851) nonchè quella sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (2018/852).

Il decreto “Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio”, va ad impattare fortemente sull’etichettatura degli imballaggi.

Il provvedimento modifica infatti il comma 5 dell’articolo 219 del Codice dell’Ambiente (decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 – Titolo II – Gestione degli imballaggi). La precedente formulazione della disposizione, nello stabilire che tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati, rimandava ad un decreto ministeriale la fissazione delle modalità e delle regole di marcatura, viceversa, la nuova formulazione (in vigore dal 26 settembre!), pone in capo ai produttori obblighi informativi e di etichettatura importanti e, sottolinea Assolombarda, di dubbia interpretazione.

Al fine di risolvere le immediate criticità applicative, legate anche all’apparato sanzionatorio (pienamente operativo in relazione alla nuova disciplina sui criteri informativi degli imballaggi).

A tal proposito, segnaliamo che Confindustria sta lavorando con il Ministero per la predisposizione di un emendamento che inserisca in tempi rapidi un regime transitorio alla disposizione per evitare pregiudizi agli operatori e consentirgli di adeguarsi, anche perché l’apparato sanzionatori è pienamente operativo.

Come cambia la norma

Ecco la vecchia versione del comma 5: “Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. Il predetto decreto dovrà altresì prescrivere l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio da parte dell’industria interessata, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.”

Questo invece il nuovo testo: “Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione”

Il decreto attuativo previsto dal provvedimento del 2006 in realtà non è mai stato emanato, e per quanto ci fosse già qualche indicazione su come gli imballaggi dovessero essere marcati (vedi il riferimento alla decisione 97/129/CE della Commissione) già presente dal 2006, non è mai effettivamente stato messo in atto.

Ora, con il nuovo testo, la responsabilità – con relative sanzioni – dell’etichettatura ricade sui produttori e non è più demandata a un ipotetico decreto attuativo che spieghi le corrette modalità di etichettatura degli imballaggi ma rimette le stesse a “norme tecniche UNI applicabili” e l’obbligo di indicare le informazioni relative all’imballaggio ai produttori.

A ciò si aggiunge il sistema sanzionatorio, che pur non essendo stato modificato dal d.lgs. n. 116 del 2020, resta pienamente operativo in relazione alla nuova disciplina sui criteri informativi degli imballaggi. L’articolo 261 del Codice dell’Ambiente, che reca appunto il regime sanzionatorio previsto per la disciplina sugli imballaggi, dispone al comma 3 che: “La violazione dei divieti di cui all’articolo 226, commi 1 e 4, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemiladuecento euro a quarantamila euro. La stessa pena si applica a chiunque immette nel mercato interno imballaggi privi dei requisiti di cui all’articolo 219, comma 5.”

La consultazione pubblica Conai

Conai, il Consorzio Nazionali Imballaggi, ha lanciato una consultazione pubblica fino al 30 novembre sul sito www.progettarericiclo.com, mettendo a disposizione delle linee guida da condividere. Per partecipare basta procedere a una veloce iscrizione alla piattaforma, che offre la possibilità di segnalare direttamente sul testo eventuali commenti in maniera riservata., evidenziando la presenza di dubbi interpretativi.

“L’art. 3, comma 3, lettera c) del decreto legislativo n. 116 del 2020 – spiega – ha apportato modifiche al comma 5 dell’art. 219 del Codice dell’Ambiente, in tema di “Criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio”. Tale modifica impone che, dal 26 settembre 2020, tutti gli imballaggi siano opportunamente etichettati, secondo le modalità stabilite dalle norme UNI applicabili, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finale degli imballaggi. Diventa, altresì, obbligatoria l’identificazione del materiale di composizione dell’imballaggio sulla base della Decisione 97/129/CE.”

Veniamo ai dubbi interpretativi: “Le imprese non si trovano ad affrontare solo problemi operativi e gestionali: i nuovi obblighi lasciano spazio a dubbi interpretativi anche in merito alla definizione delle informazioni da riportare sugli imballaggi. Se è chiaro l’obbligo di fare riferimento alla Decisione 97/129/CE per l’identificazione del materiale di imballaggio, individuare le norme UNI applicabili a cui la norma rimanda diventa urgente e necessario.”

Monica Dall’Olio

D.Lgs n. 116/2020 per l’etichettatura imballaggi ultima modifica: 2020-10-28T13:12:00+01:00 da Redazione