C’è tempo dal 1 al 31 ottobre per l’accesso al credito d’imposta per l’anno 2019 il bonus pubblicità è diventato permanente

La conversione in legge del decreto su cultura e sport ha reso permanenate anche il bonus pubblicità. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 12 agosto 2019 il D.L 59/2012 coordinato con la legge di conversione n.81/2019, l’articolo che nel dettaglio si occupa di questa agevoazione è il 3 bis.

Che cos’è

Il Bonus pubblicità è un credito d’imposta che sostiene gli investimenti pubblicitari incrementali di professionisti, aziende ed enti non commeriali. Gli investimenti pubblicitari comprendono attività su quotidiani, periodici, stampa on line, emittenti televisive e radiofoniche, analogiche e digitali, per media locali e nazionali.

Le testate giornalistiche cartacee e on line devono essere iscritte al Tribunale competente, mentre le emittenti sia televisive sia radiofoniche devono risultare presso il Registro degli operatori di comunicazione.

Come funziona

Per usufrire del bonus pubblicità per l’anno 2019 è necessario presentare domanda dal 1 al 31 ottobre. L’agevolazione è concessa sulla base del regime “de minimis” è quindi indispensabile verificare di non aver esaurito il plafond da 200 mila euro nell’ultimo triennio, nell’anno in corso e nei due esercizi pecedenti.

Il beneficio concesso è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti realizzati. Non è più prevista come in passato la maggiorazione al 90% per le PMI. Potranno essere agevolate le aziende i cui investimenti superino almeno dell’1% le spese sostenute l’anno precedente per la pubblicità sui medesimi mezzi d’informazione. Non potranno ususfruire del credito d’imposta i soggetti che nel corso del precedente anno non abbiano effettuato investimenti pubblicitari ammissibili, poiché decade il concetto di valore incrementale.

Ciò significa che non avranno diritto ad alcun credito le nuove aziende e quelle che hanno realizzato investimenti pubblicitari in modalità non contemplate dalla norma.

I fondi a copertura del bonus saranno erogati dal Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

A proposito delle spese pubblicitarie

Le spese sostenute per gli investimenti pubblicitari da presentare per la concessione del credito d’imposta, devono essere al netto delle spese accessorie. Non sono dunque ammessi costi d’intermediazione e in generale spese diverse dall’acquisto dello spazio pubblicitario, seppur direttamente collegate ad esso. Sono consentiti i pagamenti effettuati nelle diverse modalità, rispetto alle quali la norma non riferisce specifiche indicazioni.

Rispetto invece alla competenza delle spese, si ricorda che le spese sono considerate sostenute, secondo il TUIR, in base al principio di competenza. Le spese pubblicitarie in qualità di prestazioni di servizi si considerano conseguite e quindi le spese sostenute, solo quando le prestazioni sono state ultimate. Non è rilevante, in tal senso l’emissione e il pagamento della fattura. Una gestione diversa dei conteggi si può presentare solo nel caso dello stato di avanzamento lavori quando formalizzato.

La domanda per il bonus pubblicità 2019

Come abbiamo detto dovrà essere inviata dal 1 al 31 ottobre 2019 la domanda telematica. Ad essa non dovrà essere allegata alcuna documentazione aggiuntiva, tuttavia il richiedente dovrà conservare tutti i documenti comprovanti le spese sostenute ed esibirli in caso di verifiche.

Non sarà rilevante l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Qualora i fondi non dovessero essere sufficienti a coprire gli importi dovuti, sarà eseguita una ripartizione fra tutti i soggetti aventi diritto, abbassando la percentuale del credito, (nel 2018 fu corrisposto il 40% invece del 75%).

Bonus pubblicità 2019: incentivi per professionisti e imprese ultima modifica: 2019-09-13T15:11:02+02:00 da Redazione