Bottiglie di vino di tipo diverso con etichetta

Come cambierà l’etichettatura del vino in Italia in ottemperanza alle Direttive Europee

Si avvicina la scadenza della proroga di tre mesi ottenuta dall’Italia sull’entrata in vigore della nuova normativa sull’etichettatura del vino. Dall’ 8 dicembre 2023, l’Unione europea ha, infatti, introdotto una nuova normativa sull’etichettatura dei vini, che richiede la specifica degli ingredienti attraverso un QR code, con informazioni sul valore energetico e sulla presenza di allergeni. A partire da marzo 2024, anche l’Italia dovrà essere in linea con l’aggiornamento normativo.

Le modifiche principali riguardano l’introduzione di un QR Code in etichetta, appunto, che consenta l’immediato accesso ai consumatori a un dettagliato elenco di ingredienti. Tra questi, come anticipato, l’elenco dettagliato degli additivi utilizzati durante la produzione del vino, come solfiti, gomma arabica, acido malico e mannoproteine di lieviti, mentre non sarà necessario menzionare i coadiuvanti di vinificazione a meno che non siano potenziali allergeni.

Fra le novità più importanti, anche l’obbligo di segnalare l’uso di mosto concentrato rettificato (Mcr), impiegato anche per regolare il livello alcolico del vino. Va detto che in Italia il suo utilizzo è consentito limitatamente alla componente zuccherina, distinguendo chiaramente tra l’utilizzo di glucosio e fruttosio rispetto al saccarosio, vietato nel nostro Paese.

L’etichetta diventerà quindi uno strumento fondamentale per comunicare non solo la qualità e l’origine del vino, tramite la menzione di DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta), ma anche per fornire informazioni essenziali come il titolo alcolometrico, l’indicazione di provenienza, i dettagli dell’imbottigliatore o del produttore, il contenuto netto e le informazioni nutrizionali, inclusa la quantità di zucchero per i vini spumanti.

Etichettatura del vino: le novità da marzo 2024 ultima modifica: 2024-02-19T14:25:53+01:00 da Valeria Cei