7 imndagine statistica nazionale sui costruttuori di macchine per il packaging

9 volte più del PIL italiano: i risultati eccellenti delle macchine per il packaging

Si è svolta ieri presso la sede di UCIMA, Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio, la presentazione dei risultati dell’indagine statistica annuale sull’andamento delle macchine e attrezzature per il confezionamento e l’imballaggio.

I numeri del settore

I costruttori di macchine per il packaging hanno ottenuto nell’anno 2018 un incremento del 9,4% rispetto al 2017 con un fatturato che raggiunge i 7,85 miliardi di Euro. Un obiettivo raggiunto grazie al dinamismo sia del mercato interno, +10,7% rispetto a 2017, sia dell’export +9% con un fatturato pari a 6 miliardi di euro. Determinate sui numeri del 2018, il piano di incentivi previsto da industria 4.0, un ausilio decisivo per l’ingresso di nuove tecnologie nelle aziende.

Attualmente l’Italia genera un quarto delle macchine presenti sui mercati internazionali, rappresenta un punto di riferimento a livello mondo in termini di evoluzione tecnologica e ha il presidio dei principali mercati internazionali al fianco dei costruttori Tedeschi, nostri competitor di sempre.

Insomma parliamo di un segmento di mercato solido e vitale, fondamentale per l’economia del paese, come ha più volte sottolineato Enrico Aureli, presidente UCIMA e per il quale sarebbe quanto mai importante la presenza di misure di governo efficaci nel promuovere la crescita delle imprese sul medio lungo periodo.

Sono 631 le aziende del settore per lo più dislocate lungo l’asse della via Emilia, fra Milano e Rimini in quella che è tradizionalmente nota come la Packaging Valley alle quali si aggiungono alcune realtà produttive in Toscana, Veneto e Piemonte. Buona l’evoluzione delle aziende del comparto che non solo si dimostrano in salute ma sono presenze stabili, con una maggior crescita delle medie imprese, spesso frutto dall’aggregazione di più realtà produttive, rispetto alle piccole e grandi realtà industriali.

I mercati di destinazione

Questi i principali interlocutori dei nostri costruttori di macchine e attrezzature per il confezionamento e l’imballaggio oltre confine:

  1. I paesi dell’Unione Europea. Il 38,1% del fatturato proviene da quest’area e in particolare dai quattro principali mercati di sbocco UE: Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
  2. Il mercato Asiatico, seppur in flessione dell’8% rispetto al 2017, riunisce circa il 19% del fatturato in particolare con l’export in Cina, Giappone, India e Indonesia.
  3. Il mercato Nord Americano, con il 13,8% del fatturato in crescita del +25% rispetto al 2017. Principali attori gli Stati Uniti.
  4. Centro e Sud America, con Messico e Brasile
  5. Europa Extra-UE con la Federazione Russa
  6. Africa e Oceania

I settori di destinazione

Dai mercati ai settori merceologici di destinazione, ecco i comparti dell’industria al quale sono destinate le nostre macchine:

  1. FOOD & BEVERAGE, il comparto alimentare e delle bevande assorbe da solo il 55, 3% del fatturato. Nel 2018 il solo food aveva il 29,2% del fatturato, mentre il beverage nello stesso anno il 26,1%.
  2. ALTRO, settore nel quale sono comprese le macchine per il tabacco e il tissue, con il 20% del fatturato totale. Propensione all’export dell’86%
  3. SETTORE FARMACEUTICO, con il 17,3% del totale per il 79% proveniente dall’estero, è quello che ha registrato nel 2018 la maggior crescita.
  4. SETTORE CHIMICO E COSMETICO con la percentuale di export più bassa.

Impresa, evoluzione tecnologica e formazione

Il valore tecnologico delle nostre macchine e apparecchiature per il packaging è fra i più importanti al mondo e fra i temi trattati anche il rapporto fra impresa, evoluzione tecnologica e formazione. L’evoluzione tecnologica, ha sottolineato Aureli, non diventerà uno spartiacque fra piccole, medie e grandi imprese. La semplicità che caratterizza la gestione delle tecnologie più evolute è una possibilità che si configura trasversale rispetto all’ampiezza delle aziende; fra l’altro il più recente piano di incentivi introdotti dal governo, nel quadro del piano industria 4.0, va a sostegno proprio degli investimenti dei piccoli.

Enrico Aureli presidente UCIMA

Quanto alla formazione, è palese la necessità di colmare il gap fra didattica e azienda, un’esigenza alla quale UCIMA ha risposto in prima battuta con la creazione della scuola di beni strumentali rivolta agli addetti delle aziende Associate. Fra i progetti per il prossimo futuro, l’intenzione di portare anche all’esterno la proposta formativa dell’Associazione e rafforzare le collaborazioni in essere con gli enti preposti. Di particolare interesse la formazione intermedia, per l’opportunità di creare figure tecniche altamente specializzate post diploma che potrebbero attingere dal bacino dei disoccupati in particolare dell’area del mezzogiorno.

Il futuro: previsioni per il 2019

Il previsionale del 2019 tiene conto della battuta di arresto del primo trimestre del nuovo anno e delle condizioni instabili a livello geopolitico di alcune aree del mondo. Una rinnovata vitalità nel secondo trimestre del 2019, fa tuttavia ritenere che ci sia un sostanziale mantenimento dei valori attuali con un lieve incremento degli stessi.

Costruttori di macchine per il packaging: i dati del 2018 ultima modifica: 2019-07-02T15:55:57+02:00 da Redazione