8 obiettivi in un piano decennale per avviare in Italia il green new deal

Gli Stati Generali della Green Economy aprono la prima e la seconda giornata di Ecomondo 2019 in fiera a Rimini dal 5 all’ 8 novembre. Appuntamento simbolo dell’evento internazionale dedicato all’economia circolare, in questa 23esima edizione sono dedicati al confronto fra istituzioni imprese e società civile sul tema del Green New Deal e della crisi climatica.

Un piano decennale in otto punti è la proposta concreta che emerge dopo l’attento e particolareggiato esame degli indicatori valutati dagli stati generali. Sotto la lente sono infatti passati i nove aspetti ritenuti determinanti per stabilire lo stato di salute della green economy:

  • Emissioni di gas serra,
  • Risparmio ed efficienza energetica
  • Economia circolare ed uso efficiente delle risorse
  • Fonti rinnovabili
  • Eco-innovazioni
  • Economia circolare ed uso efficiente delle risorse
  • Agricoltura
  • Territorio e capitale naturale
  • agricoltura, il territorio e la natura, la mobilità e lo sviluppo urbano.

Rapidamente vediamo i dati sul clima e le emissioni mentre rimandiamo alla Relazione sullo Stato della Green Economy degli Stati Generali , la trattazione completa.

Stati Generali della green economy e crisi ambientale

Gli Stati Generali della Green Economy: i dati sul clima

La crisi climatica si sta aggravando nonostante le misure adottate dai Governi e l’accordo di Parigi. Il pianeta si approssima a raggiungere un aumento di temperatura di +3°C entro fine secolo, con conseguenze disastrose le cui ripercussioni saranno particolarmente violente sui paesi in via di sviluppo. Sono infatti queste le aree del mondo dalle quali potrebbero provenire oltre 143 milioni di persone definite come i “nuovi migranti climatici”.

A questi si dovranno aggiungere le migrazioni interne prodotte dal manifestarsi di eventi estremi come cicloni e inondazioni.Circa il 25% della popolazione mondiale rischia di non avere acqua a sufficienza mentre nel 2030 le previsioni parlano di oltre 250mila vittime all’anno per problemi legati a ondate di calore, diffussione della malaria e malnutrizione.

I numeri parlano di una crescita delle emissioni inquinanti a dispetto delle aspettative e delle necessità, è dunque indispensabile accorciare non solo i numeri ma i tempi; agire in fretta in modo organizzato e congiunto con un programma unico e condiviso almeno fra tutti i paesi più responsabili, un’azione capace di accellerare in modo reale lo sviluppo della green economy.

Gli Stati Generali della Green Economy: i dati sulle emissioni

La relazione del 2019 evidenzia l’andamento della green economy. Il sistema di energia basato sui combustibili fossili migliora troppo lentamente, i consumi salgono ancora, siamo infatti a +2,9%.

Lo sviluppo delle fonti rinnovabili di contro è troppo lento, se solo si considera che nel 2018 ha fornito il 26% dell’elettricità globale, e provveduto al 10% della domanda di raffrecddamento e riscaldamento. Troppo lenta la penetrazione delle fonti rinnovabili anche nel settore trasporti mentre sul fronte degli investimenti, quelli destinati al settore, sono diminuiti nel 2018 dell’11,5% rispetto al 2017.

Il consumo di materie rinnovabili e non rinnovabili è in crescita: tra il 1970 e il 2017 i materiali non rinnovabili, in particolare i minerali, gli industriali e da costruzione, hanno registrato tassi di crescita eccezionali ( i consumi di metalli sono triplicati fra il 1970 e il 2017).

Gli otto punti proposti dagli Stati Generali della Green Economy

Dall’economia circolare alla carbon tax, il piano proposto potrebbe portare nel giro di pochi anni nel nostro paese 200 miliardi di nuovi investimenti con oltre 800mila posti di lavoro generati. Obiettivo gestire e risolvere la crisi climatica raggiungendo gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, con una riduzione di emissioni di gas serra da portare a 260 milioni di tonnellate entro il 2030.

La green economy

Questi gli otto punti del piano decennale per il Green New Deal:

  1. Aumentare la riduzione delle emissioni di gas serra del Piano Energia e Clima, passando dal 37% al 50%
  2. Traguardo del 65% di adozione di energia rinnovabile entro il 2030
  3. Rapido recipimento delle direttive Europee in materia di riciclo e riuso per una più rapida transizione verso un’economia circolare
  4. Diffusione del modello green city per lo sviluppo e la riqualificazione dei territori urbani
  5. Tutela del capitale naturale e sviluppo dell’agricoltura di qualità secondo la nuova PAC
  6. Aumento dei trasposrti alternativi, sharing mobilility e decarbonizzazione dei trasporti
  7. Investimenti in ricerca, sviluppo e formazione
  8. Riforma fiscale adeguata

Il successo dell’VIII edizione

Boom di partecipazione e ascolti per l’ottava edizione degli Stati Generali della Green Economy che hanno visto oltre 70 relatori Italiani ed internazionali alternarsi durante le prime due giornate di ECOMONDO.

Nutrita la partecipazione all’evento che oltre a registrare un boom di presenze in sala, ha visto circa 300 profili Twitter coinvolti attivamente nel produrre contenuti un totale di quasi 1.500 tweet in due giorni. Comprensibile la soddisfazione di Edo Ronchi delConsiglio Nazionale della Green Economy, anche per la risposta delle istituzioni … “Il Green New Deal, ha dichiarato Ronchi – deve diventare ora una strategia di lungo termine, dovremo quindi aggiornare gli obiettivi climatici, decarbonizzare i trasporti, premere l’acceleratore sulla green economy”.

Stati Generali della Green Economy: i primi due appuntamenti simbolo per ECOMONDO ultima modifica: 2019-11-06T16:49:00+01:00 da Valeria Cei