sacchetti bio

Dal 1 gennaio i sacchetti bio compostabili per gli alimenti sfusi saranno il nostro prossimo packaging alimentare

Conto alla rovescia per l’introduzione definitiva e già largamente annunciata, dei sacchetti bio in plastica compostabile per gli alimenti sfusi. Dal 1 gennaio 2018 saranno dunque gli unici imballaggi ammessi per frutta e ortaggi ma anche per panetteria, gastronomia, macelleria, pescheria, in ottemperanza alla Normativa Europea UNI EN 13432. E sebbene quasi certamente pagheremo un contributo economico per il loro utilizzo, gli esiti della ricerca sul prossimo packaging alimentare condotta da Ipsos Pubblic Affairs, rivelano un buon sostegno da parte degli Italiani all’iniziativa.

Sei su dieci risultano non solo concordi con il provvedimento, ma lo ritengono coerente nel quadro di una politica ambientale che già da anni, con l’introduzione della raccolta differenziata, ha posto l’accento sulla sostenibilità. Una pratica virtuosa dunque per la maggioranza degli intervistati, durante la ricerca integrata condotta attraverso mille interviste su un campione di popolazione rappresentativo selezionato nella fascia d’età 18-65  anni.

sacchetti bio compostabiliInteressante anche la reportistica sulle abitudini dei consumatori Italiani, fotografati in questa indagine come utenti per il 66% dei supermercati anche per l’acquisto di frutta e verdura; proprio in merito a questa tipologia di alimenti l’80% degli Italiani dichiara di preferirne l’acquisto sfuso che consentirebbe una miglior scelta della merce. Oltre il 58% di questa utenza già adusa all’impiego dello shopper, dichiara di sostituirli volentieri con sacchetti bio in plastica compostabile.

L’entusiasmo mostrato dagli intervistati risulta in linea con una maggior sensibilità mostrata anche nelle operazioni di riciclo che negli ultimi anni hanno subito un sensibile incremento, a titolo esemplificativo il dato per l’umido è di +45% negli ultimi 10 anni. Culturalmente dunque, gli Italiani mostrano segnali di un crescente interesse nei confronti della questione ambientale e specialmente di una maggior consapevolezza della necessità di misure che, a partire dalla quotidianità, possano risultare più sostenibili. Sono più inclini a riconoscere le proprie responsabilità in presenza di atteggiamenti troppo disinvolti e si sono dichiarati in larga maggioranza, circa l’84% del campione, disponibili a sostenere un costo aggiuntivo per un prodotto con prerogative ecosostenibili.

In merito alla questione specifica dei sacchetti bio circa il 71% del campione si aspetta ed è disponibile a sostenerne la spesa, a fronte di un 29% che si dichiara contrario al contributo economico. Largo accordo anche sull’ipotesi di un importo pari a 2 centesimi di Euro, non condiviso solo da un 13% del campione.

Dunque gli Italiani raccontati dalla ricerca Ipsos appaiono pronti e concordi con la nuova direttiva, portatori di un pensiero critico più incisivo rispetto al passato e desiderosi di informazioni sul rapporto fra alimentazione e ambiente sempre più complete.

Sacchetti Bio per gli alimenti sfusi a pagamento: convinti 6 Italiani su 10 ultima modifica: 2017-10-10T17:01:46+02:00 da Valeria Cei