packaging sostenibili finanziamento MIpaaf

500 mila euro ai 10 progetti più efficienti contro lo spreco alimentare, i progetti di packaging sostenibili fra i protagonisti

Assegnati negli ultimi giorni dell’anno i fondi del Mipaaf ai 10 progetti più rilevanti contro lo spreco alimentare; più di uno stanziamento in favore di packaging sostenibili, cui evidentemente si rionosce un grande potenziale per favorire l’ottimizzazione dei consumi e una politica gestionale dei prodotti ecocompatibile.

Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha messo a disposizione ben 500 mila euro, in accordo con quanto previsto dalla legge contro gli sprechi alimentari, da ripartire fra i dieci progetti vincitori. Andiamo rapidamente a vedere su chi e che cosa si è deciso di investire.

  1. Il progetto Recover del CNR Istituto di Nanotecnologie. Produzione di materiali per applicazioni biomedicali dal riutilizzo e recupero di scarti ittici industriali. In particolare s’intende impiegare per la realizzazione di dispositivi osteo-rigenerativi tridimensionali, gusci di vongole e cozze, lische e scaglie di pesce in quanto prodotti ricchi di calcio fosfato. Questo progetto ha ricadute importati sia a livello ambientale sia economico, in quanto trasforma un prodotto di scarto in materia prima di alto valore.
  2. Il progetto Shelfie di Item.oxigen. Shelfie, virtual Shelf for Intelligent food loss Enhancement, è una piattaforma software che nasce per una gestione avanzata delle eccedenze, con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare. Grazie a sistemi di interfaccia di ultima generazione verranno messi in comunicazione i consumatori con aziende, strutture di accoglienza, catene di ristorazione, albergi e ipermercati. La comunicazione costante delle offerte attive su prodotti in prossima scadenza e piatti pronti invenduti, faciliterà la vendita degli alimenti in forza dei prezzi ribassati. L’invenduto potrà essere destinato a donazioni.
  3. Il progetto per trasformare le eccedenze del comparto ortofrutticolo di Italmpackaging sostenibiliercati Wholesale. Italmercati propone la realizzazione di un laboratorio in loco, per la trasformazione e il confezionamento di quanto rimasto inveduto fra gli operatori dei mercati agroalimentari. Con la gestione dei laboratori affidata ad associalzioni no profit, gli alimenti sia freschi sia trasformati, verranno destinati a persone in condizioni d’indigenza.
  4. Il packaging attivo e intelligente di Ilpi srl. Il progetto prevede l’introduzione combinata d’imballaggi attivi in grado di aumentare la shef life del prodotto alimentare e insieme intelligenti, ovvero capaci d’informare il consumatore circa lo stato di conservazione dell’alimento. Il packaging in questione combina una vaschetta in R-Pet, pat attivi con funzione antiossidante e antimicrobica con assorbitori di etilene e film a permeabilità selettiva. La combinazione di questi elementi è funzionale a una maggiore conservazione dei prodotti alimentari. L’implementazione di una tecnologia wirless Rfid  grazie all’applicazione di un sensore, è in grado di comunicare su smartphone o sull’apposito totem presente nel punto vendita, lo stato di conservazione dell’alimento.
  5. Il progetto NetFood dell’Istituto per la Famiglia Onlus.  NetFood, Networking for Food Challenge, è un progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma infomatica per ottimizzare la gestione dell’eccedenza alimentare nelle fasi di recupero dell’alimento rimasto invenduto, del suo stoccaggio e della sua distribuzione.
  6. Il progetto “da scarto a risorsa” della scuola Superiore di studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna. Incentrato sul recupero e la strasfromazione degli scarti ortofrutticoli, ha come obiettivo la valorizzazione del residuo. Dalla destinazione per l’implementazione dell’alimentazione animale, al compostaggio come risorsa energetica, fino alla possibilità di estrarvi composti con prerogative antiossidanti, additivi alimentari o bio polimeri. Dunque una gestione dello scarto che lo trasforma e lo valorizza come elemento funzionale.
  7. Il progetto “Scarto Bene” di Cauto Cantiere Autolimitazione. Anche in questo caso il progetto mette a punto una piattaforma gestionale informatizzata per l’ottimizzazione della gestione dell’eccedenza alimentare attraverso un meccanismo di selezione delle donazioni alimentari provenienti da aziende agricole, ortomercati, grande distribuzione e organizzazioni di produttori ortofrutticoli. Gli alimenti opportunamente individuati e tracciati verranno destinati a seconda delle possibilità di utilizzo ad Enti di beneficenza, grazie a un accordo stipulato con 150 strutture sul territorio,  o ai  coltivatori. L’attenta analisi della giacenza infatti consentirà di destinare nel modo più efficace gli alimenti dal consumo animale, al recupero dei materiali, alla produzione di energia.
  8. Il Food Packagin dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il progetto sviluppato vuole ottenere nuovi materiali per il confezionamento alimentare ricavati dalla trasformazione industriale. Più nel dettaglio si propongono materiali  a base di composti come carrier di molecole attive per accrescere la protezione dell’alimento fresco deperibile. In aggiunta a questi,  è previsto l’impiego di nuove tecnonologie di confezionamento per contribuire al considerevole aumento della shelf life dei prodotti alimentari. Il progetto prevede l’adozione di packaging edibili o comunque completamente biodegradabili, dunque sostenibili dal punto di vista della produzione e del succesivo smaltimento del rifiuto.
  9. Il packaging sostenibile che aumenta la shelf-life degli alimenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.  La proposta è un nuovo packaging alimentare sostenibile che ha la funzione di aumentare la shelf life degli alimenti. Il progetto vuole infatti proporre una nuova linea d’imballaggi edibili, caratterizzati da un film di origine lipidica, oppure proteica o da polisaccaride capace di interagire con gli alimenti grazie a enzimi catalizzatori o olii essenziali di origine naturale; il rilascio da contatto di conservanti naturali con funzione antimicrobica, permetterebbe una miglior conservazione con l’abbattimento delle sostanze degenerative.  Si tratta di packaging sostenibili in grado di salvaguardare più a lungo le caratteristiche nutrizionali e igieniche degli alimenti in modo naturale; dunque un’ottima opportunità per ridurre l’impiego di polimeri sintetici e metalli pesanti ancora in uso nella composizione degli imballaggi.
  10. Il progetto per la bio-conversione degli scarti di acciuga dell’Università degli Studi di Messina. Proposta come un’alternativa alle attuali modalità di gestione dello scarto ittico, la bio-conversione degli scarti d’acciuga punta all’impiego in ambito sanitario. Il progetto prevede lo sviluppo di nuove metodologie d’approccio e tecnologie per la produzione di sostanze che prevengono il rischio cardiovascolare; si tratta infatti di idrolizzanti proteici con funzione antiossidante, anti-ipertensivi e in grado di ridurre i livelli plasmatici di colesterolo. Un’aspettativa importante dunque per un progetto con ricadute dirette sulla contrazione dei costi per lo smaltimento e la gestione del rifiuto alimentare e la salute pubblica.
Packaging sostenibili contro lo spreco alimentare premiati dal Mipaaf ultima modifica: 2018-01-05T12:11:11+00:00 da Redazione