progetto STEP per la riduzione dei materiali plastici nella filiera ortofrutticola

Il progetto STEP di CRPV per ridurre l’utilizzo dei materiali plastici lungo tutta la filiera dalle pacciamature alle reti anti-grandine fino al packaging sullo scaffale della GDO

Il progetto STEP di CRPV – Centro Ricerche Produzioni Vegetali, in collaborazione con UniMoRe – Università degli Studi di Modena e Reggio e Alma Mater Studiorum – e Università di Bologna, Organizzazioni di Produttori e aziende agricole, ha come obiettivo la riduzione dei materiali plastici impiegati lungo tutta la filiera ortofrutticola. Sono allo studio nuovi materiali alternativi biodegradabili e compostabili da inserire per le attività abituali, dalle coltivazioni al confezionamento, così da introdurre un nuovo modello virtuoso capace di valorizzare anche il fine vita, trasformando i rifiuti in opportunità.

Le alternative ai materiali plastici

Alvaro Crociani, direttore di CRPV, descrive così il progetto STEP …“Oggi la plastica convenzionale è ampiamente utilizzata lungo tutta la filiera ortofrutticola dalle pacciamature alle reti anti-grandine e anti-insetto, ai sistemi di irrigazione, a cui si aggiunge tutto il capitolo degli imballi utilizzati per il pack della frutta fresca e di IV gamma. Per decenni è stata considerata la soluzione migliore: affidabile, economica, capace di garantire la salubrità del cibo. Oggi, tuttavia, grazie ai progressi della scienza e della ricerca, abbiamo a disposizione diverse alternative possibili che potrebbero sostituire, in molti casi, la plastica convenzionale e generare percorsi virtuosi di riciclo e recupero. Con il progetto STEP – Strategie per la riduzione e razionalizzazione dell’uso delle plastiche nella filiera frutticola, non intendiamo demonizzare la plastica ma capire come utilizzarla al meglio, valorizzandola alla fine del suo ciclo di utilizzo, e individuare quali materiali maggiormente eco-compatibili potrebbero diventare la scelta ideale per il futuro della frutticoltura”….

Le alternative alla plastica convenzionale utilizzata in campo, in molti casi, esistono già, come il Mater-Bi per la pacciamatura – precisa Daniele Missere, responsabile del progetto STEP per il CRPV – ma vengono utilizzate pochissimo: partiremo quindi dall’esistente, cercando di capire quali siano le barriere che impediscono la diffusione di questi materiali. Parallelamente lavoreremo anche sul fronte degli imballaggi per il confezionamento della frutta che, nell’ultimo anno, hanno avuto un ulteriore boom a causa del Covid. L’obiettivo è quello di riuscire a razionalizzare l’uso delle plastiche convenzionali tramite la riduzione della complessità dei pack e degli spessori, individuando nuovi materiali meno impattanti sull’ambiente, realizzati da fonti rinnovabili, biodegradabili e compostabili. La sfida è grande: la frutta è un prodotto vivo e non semplice da gestire garantendo salubrità, resistenza agli urti e trasparenza”.

Nuove linee guide per il fine vita delle materie plastiche lungo la filiera

Il progetto di STEP della durata di due anni secondo quanto previsto dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna, vedrà al termine dei lavori, la realizzazione di un documento per la gestione del “fine vita” delle materie plastiche usate lungo la filiera… “Al termine del progetto – spiega Missere – realizzeremo un documento che raccoglierà linee guida concrete che permetteranno a enti pubblici e multiutility di dare vita a servizi specifici di raccolta dei materiali plastici, convenzionali o alternativi, utilizzati lungo la filiera, trasformando lo scarto in nuove opportunità e valorizzando ciò che, fino a oggi, è soltanto un rifiuto ingombrante e, spesso, potenzialmente inquinante”.

Consorzi, Aziende e Università

Fondamentale il contributo di alcune fra le realtà più importante del settore ortofrutticolo – Agribologna, Apo Conerpo, Apofruit, Granfrutta Zani, Naturitalia, Orogel – e la partecipazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Bologna.

La Prof.ssa Patrizia Fava, docente di Tecnologie Alimentari e Food Packaging dell’Università di Modena e Reggio Emilia, chiarisce i termini del loro intervento nel progetto… “Il mondo del packaging alimentare deve molto ai materiali plastici, in termini di presentazione, ma soprattutto di conservazione ma è tempo di cercare risposte nuove nel segno della sostenibilità. Con Step vogliamo individuare quei materiali biodegradabili e compostabili che possono vantaggiosamente sostituire i vecchi polimeri di sintesi privilegiando, dove possibile, anche  l’utilizzo di prodotti derivati da materie prime rinnovabili e riciclabili come carta e polpa di cellulosa. Con il mio team, studieremo le proprietà di questi nuovi materiali e la loro prestazioni nel preservare la qualità dei frutti, per arrivare a definire quali possano dimostrarsi vincenti. E laddove la plastica convenzionale risulterà ancora imbattibile, punteremo a definire nuove modalità di utilizzo per ridurne consistentemente i volumi. Credo che il settore ortofrutticolo sia finalmente pronto per un salto di qualità e l’Emilia-Romagna, regione vocata all’innovazione, può essere ancora una volta capofila del cambiamento”.

Entra nel merito della loro partecipazione e del concetto di economia circolare il prof. Augusto Bianchini, responsabile scientifico del progetto per il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Frame dell’Università di Bologna, che chiarisce …”il nostro obiettivo nell’ambito del progetto Step sarà quello di misurare, con indicatori specifici, l’effettiva circolarità delle iniziative e il loro impatto globale. Per farlo, utilizzeremo il modello Vivace VIsualization of Value to Asses Circular Economy, registrato dall’Università di Bologna, che misura vantaggi e svantaggi di ogni iniziativa lungo tutti e tre gli assi della sostenibilità: economica, ambientale e sociale. In questo modo Istituzioni e aziende avranno a disposizione un metodo per valutare l’effettivo impatto complessivo dei nuovi materiali e studiare nuovi percorsi virtuosi di utilizzo e di valorizzazione: l’obiettivo è fare emergere chiaramente il gap esistente fra soluzioni sostenibili e soluzioni non più sostenibili”.  

Imballaggi e materiali plastici in frutticoltura: il progetto STEP ultima modifica: 2021-04-23T15:11:30+02:00 da Valeria Cei