Etichette autoadesive e tracciabilità

Nuovi materiali e qualità dei substrati per le etichette autoadesive

L’efficacia delle etichette autoadesive nella presentazione dei prodotti è un elemento di straordinaria importanza,  ad esse è spesso affidato il primo e decisivo impatto con il consumatore. La qualità dei substrati diventa allora un elemento fondamentale nel disegnare l’evoluzione di nuove soluzioni.

Le etichette autoadesive percorrono in modo trasversale settori merceologici e prodotti differenti, dagli alimenti, ai cosmetici, dai farmaci, ai pacchi da spedizione. Indubbiamente la ricerca di nuove soluzioni deve mettere d’accordo le esigenze di design, accanto a quelle strettamente legate agli aspetti pratici e normativi. E per quanto riguarda questi ultimi il discorso è tutt’altro che semplice, se solo si considera che le etichette devono garantire precisi standard di resa e comportamento dei materiali di composizione, collanti inclusi; requisiti particolarmente rigidi nel caso del comparto alimentare e di quello farmaceutico.

Per fare rapidamente il punto sulle percentuali di utilizzo, in Italia a fare la parte del leone sono il settore alimentare e quello delle bevande che da soli assorbono circa il 35% della produzione di etichette autoadesive e oltre il 60% della produzione di materiali di consumo legati all’etichettatura. Seguono il comparto farmaceutico, cosmetico e il comparto casa.

Le etichette autoadesive per il comparto vino

Etichette autoadesive vinoUn discorso a parte merita il comparto wine&spirits che da sempre ha avuto un rapporto con le etichette autoadesive da considerarsi sui generis. Fra i più complessi, è anche il comparto che maggiormente valorizza l’etichetta e dal punto di vista del design, apre le porte a importanti spunti creativi, dove i materiali possono fare decisamente la differenza.

In questo comparto le tendenze hanno ormai abbandonato le carte patinate per dirigersi sui materiali in grado di assicurare un impatto più naturale, capaci di trasmettere la qualità di una produzione artigianale e poco artefatta. Le carte di questa tipologia, particolarmente amate dai designer, spaziano dal bianco al colore, spesso caratterizzate da texture inattese. Lo stile, un’eleganza sobria e mai banale, è il loro punto di forza.

Attenzione ai materiali plastici perchè anche questi trovano la loro collocazione, quella che nel mondo delle etichette hanno guadagnato sul campo fornendo il vantaggio della piena visibilità del prodotto, per esempio nel comparto alimentare. Impalpabili, si fondono sulla superficie del packaging, al pari di una sua estensione. Sul vetro non se ne scorgono i confini e le immagini o il colore sembrano fuoriuscire dal nulla, quasi all’improvviso. È il “no label look” in effetti ad averle consacrate in via definitiva, quell’illusione che i designer sono stati così bravi a creare, di una stampa direttamente sul vetro.

L’evoluzione delle etichette autoadesive per la tracciabilità

Se il comparto vini è un motore creativo importante per generare l’esigenza di nuovi materiali, la tracciabilità delle merci, esigenza emersa in modo sempre più prepotente, ha richiesto un evoluzione dei materiali e delle modalità di stampa. La diffusione capillare degli acquisti on line ha infatti prodotto un’impennata delle attività di spedizione e una maggiore esigenza d’identificazione delle merci; l’utilizzo dei barcode e la necessità d’impiego dei lettori hanno introdotto una nuova generazione di adesivi su cui stampare.

Nel comparto farmaceutico, in questo quadro, ha fatto capolino la tecnologia Rfid, attraverso la quale da qualche tempo si esplorano nuovi confini per garantire sicurezza ed efficienza.

Etichette autoadesive sostenibili, la sfida ambientale

etichette autoadesiveLa questione ambientale è finalmente al centro delle politiche d’investimento delle aziende impegnate nella ricerca di nuovi materiali. Sul fronte etichette l’innovazione ha puntato e punta su materiali sostenibili e riciclabili con i quali dare vita a supporti di spessore sempre più ridotto. A parità di resistenza dunque si cerca prima di tutto di contenere il materiale impiegato con etichette sempre più sottili, per imballaggi e scarti sempre meno pesanti.

La sfida ambientale guarda al futuro pensando a etichette riutilizzabili e lavora sia sul fronte materiali sia sul versante colle, vero ostacolo al recupero dell’etichetta in se stessa.

Le nuove prospettive per le etichette autoadesive

Intanto fra nuovi mercati, neonate esigenze, normative e sostenibilità a presentarsi e a proporsi come il materiale del futuro su vasta scala è la recente scoperta del pool di ricercatori del gruppo Amber del Trinity College di Dublino. Un percorso di ricerca di almeno un decennio ha condotto alla messa a punto di un nanomateriale bidimensionale stampabile. Sicuramente per il comparto food & beverage può rappresentare un cambiamento epocale.

Le nuove prospettive dunque aprono alla tecnologia in modo prepotente e grazie all’inserimento dei microchip nelle etichette, la modalità di comunicazione al consumatore assumerà un livello d’interazione ad oggi sconosciuto. Contatori nelle etichette del packaging alimentare confermeranno le scadenze, rilevatori di umidità informeranno circa lo stato di conservazione degli alimenti, mentre indicatori di temperatura ci confermeranno le condizioni ottimali per gustare un buon vino.

E se ancora tutto questo sembra solo futuribile, attenzione perchè a quanto pare il lavoro più lungo è già stato fatto!

Etichette autoadesive fra ricerca e innovazione ultima modifica: 2017-10-04T11:48:12+00:00 da Redazione