Natural Branding

Un tatoo per gli alimenti bio e con il natural branding riduciamo il consumo di materiale plastico

Il natural branding  è un’opportnità per la marcatura a laser dei prodotti biologici e il contenimento dell’impiego di materiali plastici nel packaging alimentare; dopo alcuni mesi di test c’è da scommettere che questa soluzione riserverà non poche sorprese.

La questione ambientale,del resto è diventata una diffusa priorità che non può lasciare indifferente nessun attore sul mercato. Questa proposta nei mesi scorsi già atterrata in fase di test  sui banchi di alcuni punti vendita della grande distribuzione Tedesca,  coinvolge un’azienda Olandese che ha sostituito i bollini applicati sui prodotti biologici per marcarne la provenienza, con un tatuaggio a laser.

Il tatoo applicato sulla buccia degli alimenti ortofruticoli viene realizzato rimuovendo i pigmenti naturalmente disponibili sui prodotti, senza alterarne in alcun modo l’integrità. Applicato inizialmente solo sui prodotti alimentari a buccia spessa e non commestibile, come nel caso di angurie arance o patate, l’ulteriore evoluzione della tecnologia laser impiegata, consente ora di marchiare praticamente ogni alimento in assoluta tranquillità.

Dunque non più un bollino o un’etichetta in materiale plastico con adesivo annesso, ma una marcatura laser fin’ora impiegata per la dicitura relativa alla provenienza del prodotto, ma che potenzialmente può riportare qualsiasi tipo di informazione.

Natural branding alimenti bioIl natural branding nasce in effetti come potenziale ottima risorsa per contenere l’impiego di packaging e in particolar modo ridurre il consumo di materiali plastici. Come osservato dalla stessa azienda Olandese, Eosta, impegnata in questa operazione, spesso  proprio i prodotti biologici che per loro natura dovrebbero essere quelli maggiormente vicini a un concetto di sostenibilità ambientale, richiedono un imballo e un’etichettatura più articolata e complessa; paradossalmente dunque, finiscono per essere i più inquinanti.

La necessità di informare il consumatore circa la provenienza e la tracciabilità degli alimenti, permettendo di  distinguere i prodotti biologici dagli altri, comporta un confezionamento più oneroso, di frequente criticato dai consumatori stessi. Le indagini di marketing condotte sulla propensione all’acquisto in relazione alle diverse tipologie di imballaggio,  hanno evidenziato come una quota non piccola di utenza risulti maggiormente attratta dall’acquisto di alimenti privi di confezionamento, specie per il comparto ortofrutticolo.

A ben vedere infine,la marcatura indelebile del biologico ne consente la rapida identificazione anche da parte del personale preposto alla vendita, chiamato a confrontarsi anche con chi, rimuovendo le etichette, cerca di acquistare un prodotto bio ad un prezzo diverso rispetto a quello previsto. In questo senso, il natural branding  risulta una risposta efficiente capace di conciliare esigenze diverse, tutte egualmente importanti.

Natural branding: è bio se ha il tatuaggio sulla buccia ultima modifica: 2017-09-27T12:48:08+00:00 da Redazione