Settima indagine Osservatorio Immagino Nielase etichette alimentari con i simboli dell'italianità

Provenienza e filiera controllata per i prodotti alimentari determinano il successo delle vendite e l’italianità sulle etichette si rivela sempre più importante

La settima edizione dellOsservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy ritrae l’evoluzione delle vendite dei prodotti alimentari e definisce inarrestabile il fenomeno dell’italianità sulle etichette. Un prodotto su quattro venduto sugli scaffali della Grande Distribuzione riporta in etichetta Made in Italy.

L’Italia con un carrello del valore di 7,4 miliardi di euro trova riscontro per il food &wine nelle etichette Dop e Docg rispettivamente cresciute del +7,1% e del +4,8% rispetto allo scorso anno. L’italianità del cibo e del vino si conferma dunque un valore aggiunto per i prodotti, un’indicazione apprezzata e ricercata dai consumatori fortemente orientati verso i cibi e i vini di produzione locale. È così pronunciata questa tendenza tanto da coinvolgere circa 20mila referenze, vale a dire il 25% dei prodotti presenti nei soli supermercati e ipermercati.

I claim più apprezzati sulle etichette alimentari

Vediamo fra le diciture riportate sulle etichette alimentari quali sono le tre che incontrano maggiormente il favore dei consumatori.

  • Il primo posto è sicuramente occupato dalla bandiera Italiana che figura sul 14,8% dei generi alimentari e contribuisce al 15,3% del fatturato.
  • Al secondo posto presente sul 6,6% dei prodotti e responsabile del 9,5% del fatturato della GDO è il tricolore.
  • Terzo posto per il claim “Prodotto in Italia” sull’etichetta del 9,1% dei prodotti e legato al il 5,7% delle vendite a valore

Per quanto concerne le diciture dei cibi Dop e dei vini Docg, che rappresentano le denominazioni più vincolate ai territori di provenienza dei prodotti, sono quelle che hanno registrato il maggior incremento nelle vendite

Classifica claim più efficaci per le etichette alimentari-VII edizione dell'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy

Le Regioni Italiane sulle etichette

Il riferimento alle regioni italiane in etichetta equivale al 10,8% del paniere food dell’Osservatorio Immagino e come giro d’affari è superiore ai 2,4 miliardi di euro. La crescita del +4,4% rispetto al 2018 è tuttavia legata anche all’aumento dell’offerta.

Per quanto riguarda il fatturato delle 18 Regioni Italiane rispetto a questa tipologia di prodotto a guidare la classifica è senza dubbio il Trentino-Alto Adige con i vini, gli spumanti, lo yogurt e i salumi di propria produzione. Si affiancano ad esso Piemonte, Toscana e Sicilia che tuttavia superano il Trentino come percentuale di prodotti.

Al secondo posto come valore delle vendite segue la Sicilia che rispetto al 2018 scala ben 4 posizioni. È un vero e proprio exploit quello del Molise che con la vendita della pasta cresce del +30,7% rispetto al 2018. Ottima la prestazione anche della Liguria con +12,4%, delle Marche con un + 11,2%

Importante inoltre è la normativa che obbliga i produttori ad apporre anche l’etichetta al luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale, la coltivazione e l’allevamento della materia prima agricola prevalente latte, formaggi, riso, pasta di grano duro e conserve di pomodoro.

Etichette alimentari: il trionfo del Dop e del Docg ultima modifica: 2020-08-10T12:29:00+02:00 da Valeria Cei