evento digitale di B/OPEN sul biologico

Ieri il primo di una serie di eventi digitali che ci guideranno fino a novembre quando si svolgerà la prima edizione di B/OPEN

La tavola rotonda di ieri sul tema del biologico – “Il bio in Italia nell’era Covid: superfici, operatori e aziende” con un approfondimento sulla filiera olivicola  – ha visto avvicendarsi in una serie di interventi il Ministero delle Politiche agricole, Assocertbio, le associazioni di categoria, con gli stakeholder, moderati da Angelo Frigerio, ceo di Edizioni Turbo by Tespi Mediagroup. Si inaugurano così una serie di interventi che accompagneranno l’attesa di B/OPEN,  la nuova rassegna del Bio foods & Natural self-care in programma a Verona il 23 e 24 novembre 2020. 

I dati fondamentali che sono emersi sono la crescita dei consumi dei prodotti bio anche durante il lockdown (+11%),  periodo che ha evidenziato un’esigenza forte dei consumatori in termini di sicurezza. La sicurezza del prodotto alimentare sposa il prodotto bio, considerato come sano e più controllato. I numeri di questa crescita subiscono una forte accelerazione nel periodo fra il 9 di marzo e Pasqua, il Nord Italia si rivela il traino di questa accelerazione. Aumentano anche gli operatori del settore nei primi 5 mesi del 2020.

Gli operatori del settore certificati sono in numero stabile con circa 80.105 unità e registrano una crescita che oscilla fra il +1,34% e il +1,5% annui.

Sul fronte del suolo invece  le superfici bio nei primi mesi del 2020 mantengono stabile il dato SAU –  superficie agricola utilizzata –  con circa 10.000 ettari certificati in più (+0,57%).

L’identikit delle imprese  agricole bio vede il 45% delle aziende con una superficie inferiore  ai 15 ettari,  il  25% si estende fra i  15 e i 50 ettari, mentre il 30% ha una Sau superiore ai 50 ettari. Il maggior numero di operatori del settore proviene dalle regioni del Sud Italia:  Calabria, Sicilia e Puglia.   

Prodotti BIO, un settore dalle grandi opportunità

Il settore degli alimenti BIO si conferma dunque un comparto dalle grandi opportunità, nonostante una legislazione e una burocrazia complesse e la necessità di migliorarne la redditività. Sul fronte legislativo in Italia siamo in attesa che venga approvata la nuova legge di settore, mentre a livello internazionale, il BIO è fra gli argomenti al centro delle politiche del Green Deal della Commissione Ue con le strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità” .

Il nostro paese sullo scacchiere europeo si posiziona in una situazione di vantaggio rispetto agli altri grazie ad una superficie agricola bio che supera il 15% contro una media che si attesta sull’8%. Considerando che il bio è oggetto di grande attenzione e di futuri importanti investimenti a livello europeo, è fondamentale che l’Italia sappia cogliere questa opportunità fino in fondo. A tal proposito sono diverse le riflessioni in merito da parte degli operatori del settore.  Vincenzo Vizioli, vicepresidente Aiab in proposito ha dichiarato:

 “le opportunità della Politica agricola, per sostenere le produzioni grazie ai Programmi di sviluppo rurale e favorire le produzioni bio nazionali”, 

 mentre Roberto Zanoni, presidente di Assobio, promotore di una piattaforma comune per la tracciabilità validata dal Mipaaf, ha osservato:

 “Dalla legge di riforma del settore, attualmente ferma al Senato, potrebbe arrivare un aiuto agli operatori biologici, che necessitano di un riconoscimento sul ruolo ambientale e sociale dell’agricoltura biologica e di maggiori certezze per pianificare il futuro dei distretti produttivi e dell’attività di ricerca e sviluppo” 

Francesco Giardina, responsabile dell’Associazione produttori biologici di Coldiretti, invece sostiene che:

Il settore deve rimettere al centro l’impresa agricola, monitorando le produzioni per evitare bolle pericolose, che potrebbero travolgere un comparto. I dati delle non conformità legati alle importazioni di biologico, sono allarmanti, e proprio per questo bisogna sostenere il Made in Italy per rispondere alle esigenze di trasparenza e alla domanda crescente dei consumi”… A tal proposito riconosce come strategici …“i mercati di Campagna Amica, dove il valore aggiunto dell’acquisto direttamente dal produttore rappresentano una garanzia per gli agricoltori e i consumatori”.  

Entra invece nel merito di una burocrazia lenta e troppo complessa Luigi Tozzi, responsabile Ufficio Qualità e sicurezza alimentare di Confagricoltura, che in proposito ha dichiarato:

“Serve un cambio di mentalità, perché non basta aumentare le superfici bio, se poi manca il prodotto e se l’iter burocratico è troppo complesso, tanto che gli ettari in conversione diminuiscono – ha specificato -. Inoltre, dobbiamo ottenere la reciprocità fra le regole di produzione e certificazione bio comunitarie ed extra Ue”. 

E se la burocrazia è uno scoglio non facile da aggirare ad essere importante è anche il problema della redditività come ha voluto ricordare Andrea Bertoldi, vicepresidente di Federbio, molto fiducioso nella proposta del prodotto BIO al giusto prezzo e sensibile alla tematica del cambio generazionale:

“Dobbiamo sostenere i giovani e le imprese agricole a fare redditività, altrimenti non si verificherà il ricambio generazionale che è necessario per il settore”

L’andamento della filiera olivicola 

Nel corso del webinar sono stati presentati anche i dati sul focus sulla filiera olivicola biologica italiana da Riccardo Meo di Ismea e Roberta Callieris del Mediterranean Agronomic Institute of Bari.

L’Italia con 235.741 ettari si classifica al secondo posto fra i paesi con le maggiori superficie BIO per il comparto, dietro alla Tunisia con 254.411 ettari e davanti a Spagna con 195.114ha e Turchia con 81.586 ha. In questo senso la filiera olivicola si propone nel nostro paese come un settore con grandi potenzialità di sviluppo, attualmente – ha sottolineato Meo “Con un valore al consumo di 7,1 milioni di euro, 40.099 tonnellate di olio bio, 44.903 operatori, 1.620 frantoi biologici” . Anche in questo caso si riveleranno fondamentali le politiche europee, lo sviluppo di organizzazione di produttori e l’incremento delle vendite, secondo il trend che ha già visto nella GDO un aumento del 200% di questa tipologia di prodotto.

B/OPEN e l’evento digitale dedicato al biologico ultima modifica: 2020-06-26T17:04:58+02:00 da Valeria Cei