ECOMONDO XXII edizione Stati Generali

La plenaria il saluto e la ricognizione sulla green economy è iniziata la XXII edizione di Ecomondo e la VII edizione degli Stati Generali

6 Novembre aprono i cancelli di RIMINI FIERA per il tradizionale e molto atteso appuntamento con ECOMONDO giunto alle XXII edizione. Il taglio del nastro e fra gli appuntamenti simbolo della manifestazione il primo, dei due giorni, dedicati agli Stati Generali della Green Economy, evento nell’evento, giunto quest’anno alla VII edizione.

Dedicati al tema “Green economy e nuova occupazione per il rilancio dell’Italia” gli Stati Generali sono promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e della Comunità Europea; possono essere a tutti gli effetti considerati un punto di riferimento per migliaia di realtà imprenditoriali.

I lavori del 6 novembre partano con la plenaria di apertura nel corso della quale viene presentata la Relazione sullo Stato della Green Economy 2018 da Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. La presenza delle Istituzioni, il Ministro dell’Ambiente Costa in primis, l’Assessore all’Ambiente per la Regione Emilia Romagna Paola Gazzolo e il dibattito a fronte dei dati con i parlamentari Maria Alessandra Gallone di Forza Italia, Riccardo Pase per la Lega Nord e Andrea Orlando del Partito democratico, restituiscono in modo puntuale l’attuale posizione dell’Italia e le prospettive future in materia di Green Economy.

La relazione esposta da Edo Ronchi prende le mosse dall’urgenza mondiale di contenere l’aumento globale di temperatura intervenire drasticamente sulla crisi climatica e prevenire conseguenze drammatiche, in accordo del resto con quanto previsto dall’accordo di Parigi per il clima. Le riflessioni in proposito arrivano proprio nei giorni in cui l’Italia conta i danni di piogge violente e ininterrotte che in oltre dieci giorni di precipitazioni hanno prodotto conseguenze drammatiche per alcune Regioni.

L’emergenza climatica deve essere dunque affrontata dal nostro Paese con un piano Nazionale efficace ed efficiente sia in materia di consumo energetico sia per i cambiamenti climatici su medio e lungo periodo; è dunque indispensabile creare le condizioni che consentano di ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 per arrivare a -80% nel 2050.

ECOMONDO XXII edizione e VII per gli Stati Generali

Dieci misure per la green economy

Obiettivi tanto ambiziosi possono essere raggiunti attraverso un piano d’investimento adeguato che consenta il potenziamento degli strumenti esistenti e l’ingresso di nuove soluzioni; si propongono in tal senso dieci misure in grado di risolvere criticità importanti da ritenersi a tutti gli effetti opzioni d’investimento strategiche.

  1. Rilanciare le fonti energetiche rinnovabili: è indispensabile un deciso investimento sulle fonti energetiche rinnovabili che consenta di accelerare il processo di decarbonizzazione, riducendo progressivamente i consumi energetici.  Si auspica la nascita di un Fondo Nazionale per la transizione energetica.
  2. Accellerare gli interventi per la riqualificazione energetica di abitazioni, scuole, uffici. In Italia il 40% dei consumi energetici finali sono afferenti al comparto residenziale e terziario. Integrando e modificando il pacchetto d’incentivi introdotti con l’EcoBonus si potrebbero efficientare circa il 50% degli edifici che richiedono interventi di  riqualificazione energetica.
  3. Attuare un programma di rigenerazione urbana. Indicato come uno degli elementi chiave nelle linee guida del Green City Network, l’Italia deve puntare alla rivalutazione del suolo già impiegato riqualificando edifici e aree urbane. Manutenzione e riutilizzo de patrimonio edilizio esistente.
  4. Sviluppare le filiere del riutilizzo e riciclo dei materiali. l’Italia in riferimento agli indicatori nazionali relativi a riciclo riuso e raccolta differenziata, necessita di azioni più efficaci per la transizione all’economia circolare. I dati relativi alla raccolta differenziata, 52,5% nel 2016 sono al di sotto di quelli previsti nel 2015 auspicati al 65%. Buoni invece i dati sul riciclo dei materiali da imballaggio che nel 2017 hanno superato la percentuale richiesta del 65% con il 67,5%.
  5. Sostenere ricerca e sviluppo in materia ambientale. Occorre aumentare gli investimenti portando l’Italia almeno ai livelli della Germania.
  6. Riqualificazione del sistema idrico nazionale. Le stime attuali segnalano una dispersione idrica nel nostro paese pari al 38,3% dell’acqua immessa in rete. Il fenomeno è in parte dovuto all’anzianità delle infrastrutture idriche. Critica anche la condizione del sistema fognario e depurativo. L’Italia ha già subito del dalla Comunità Europea due condanne in materia. È da prevedersi un cospicuo piano d’investimenti pluriennale.
  7. Attuare un programma di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico. Considerato un obiettivo prioritario nel prossimo quinquennio, considerato le caratteristiche del nostro territorio che presenta un elevassimo percentuale di territori ad elevato e medio rischio di frane e pericolosità idraulica.
  8. Maggior sostegno all’agricoltura biologica, alle produzioni tipiche e alla gestione sostenibile delle foreste. Il settore agricolo riveste per la nostra economia un ruolo primario; è dunque indispensabile che il modello produttivo rispetti le nostre specificità, valorizzando e proteggendo la nostra biodiversità.
  9. Completare le bonifiche dei siti contaminati. Ad oggi sono 41 i siti contaminati di interesse nazionale.
  10. Attuare opportune misure per la mobilità sostenibile. L’Italia rispetto ad altri paesi ha adottato un sistema di incentivi per l’acquisto di vetture elettriche considerevolmente più basso di altri paesi Europei

Fondamentali le ricadute in termini occupazionali dell’applicazione dei dieci punti sommariamente descritti sopra. Dati che rivelano come il modello dell’economia circolare rappresenti un potenziale di sviluppo delle prospettive occupazionali probabilmente al momento sottovalutato.

Ecomondo XXII edizione

ECOMONDO XXII edizione: gli Stati Generali nella prima giornata ultima modifica: 2018-11-07T11:14:58+01:00 da Redazione