Le misure economiche a sostegno di lavoratori e imprese per fronteggiare l’emergenza coronavirus

Il decreto «Cura Italia», approvato dal Consiglio dei Ministri, è stato firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. È dunque in vigore il pacchetto di misure straordinarie promosse per fronteggiare la crisi in atto che si presenta nella sostanza piuttosto fedele a quello proposto. Le misure si snodano su quattro assi principali:

  1. Sostegno tramite finanziamento e misure ad hoc al Sistema sanitario nazionale, alla Protezione civile e agli altri soggetti pubblici direttamente impegnati a fronteggiare l’emergenza in corso.
  2. Sostegno ai lavoratori per proteggere il reddito e il posto di lavoro e
  3. Sostegno al credito per le famiglie, le micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e con l’impiego del fondo centrale di garanzia;
  4. Sospensione degli obblighi di versamento per contributi, tributi e altri adempimenti fiscali e incentivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro con premi ai dipendenti che restano in servizio.

Questi provvedimenti vanno ad aggiungersi a quelli già adottati con un provvedimento d’urgenza dal Governo per contenere i danni della crisi economica innescata dall’epidemia.

Vediamo insieme quanto in particolare riguarda il lavoro e le imprese.

Via libera alla cassa integrazione in deroga fino a 9 settimane

La misura copre tutto il territorio nazionale e i settori produttivi, incluse le imprese di norma escluse dagli ammortizzatori sociali, le imprese agricole, la pesca e il terzo settore. Escluso il lavoro domestico. Prevista per un tempo massimo di nove settimane la cassa integrazione ordinaria per tutte le realtà produttive costrette ad una sospensione o riduzione della propria attività in conseguenza dell’emergenza, incluse e imprese già in cassa integrazione straordinaria e quelle che hanno i corso l’assegno di solidarietà.

Blocco dei licenziamenti per i prossimi due mesi

Decade per questo periodo il “giustificato motivo oggettivo”.

Indennità di 600 euro per gli autonomi per il mese di marzo

Esteso a lavoratori autonomi, partite Iva, co.co.co, stagionali del turismo e stabilimenti termali, per gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori dello spettacolo.

Proroga delle domande disoccupazione agricola

Prorogato il termine al primo giugno 2020 per le domande non già presentate in competenza 2019

STOP ai versamenti

Prorogati al 20 marzo i versamenti di contributi previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo.

Per imprese e professionisti sotto i 2 milioni di ricavi 

Rinviati al 31 maggio e pagabili sia in soluzione unica sia in 5 rate mensili, i versamenti per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, i contributi previdenziali e quelli Inail. 

Per i settori più colpiti sospensione fino al 31 maggio dei pagamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e dell’Iva di marzo.

Di seguito l’elenco delle filiere interessate: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cinema e teatri, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi, sale giochi e centri scommesse, trasporto merci, federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di volontariato e le associazioni di promozione sociale. 

Proroga ulteriore al 30 giugno per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di volontariato e le associazioni di promozione sociale. 

Per gli esclusi dagli indennizzi

Istituito un Fondo con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini

Inoltre

Equiparato alla malattia anche il settore privato, il periodo trascorso a casa in quarantena e la permanenza domiciliare con sorveglianza attiva.

Per i genitori lavoratori con figli di età inferiore ai 12 anni o con disabilità accertata, in considerazione della sospensione dei servizi scolastici, sono previsti 15 giorni aggiuntivi al congedo parentale con il 50% del trattamento retributivo. In alternativa si può usufruire del bonus per servizi di baby sitting fino a 600 euro, e fino a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell’ordine.

Decreto ‘cura-Italia’ in vigore: le misure per resistere ultima modifica: 2020-03-18T18:05:00+01:00 da Valeria Cei