Alluminio riciclato Italia fra i primi in Europa

68,7% di alluminio riciclato introdotto sul mercato il dato ottimo dall’assemblea annuale CIAL ci conferma fra i primi paesi europei per il riciclo

L’Italia si conferma nei primi posti fra i paesi Europei anche per il 2020 con 47.400 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclate, corrispondenti al 68,7% delle 69.000 tonnellate immesse sul mercato (alle quali si aggiungono le 4.500 tonnellate di imballaggio destinato alla termovalorizzazione). Sono questi i numeri diffusi lo scorso 14 maggio a Milano nel corso dell’annuale assemblea della CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio. Il riciclo, chiarisce la CIAL, di 47.400 tonnellate di imballaggi in alluminio ha permesso di evitare emissioni di gas serra pari a 355mila tonnellate di CO2 e risparmiare energia per oltre 153mila tonnellate equivalenti di petrolio. Un successo questo che dimostra una buona coordinazione fra le azioni svolte dai diversi soggetti a vario titolo responsabili dell’efficienza delle politiche d riciclo: istituzioni, imprese, operatori, cittadini e comuni. Attualmente non Italia sono 5.448 i Comuni e 47 milioni i cittadini attivi nella raccolta differenziata dell’alluminio che collaborano con CIAL , nell’ambito dell’Accordo Quadro Anci-Conai. Questi numeri hanno consentito di mantenere positivo il trend di crescita nel riciclo dell’alluminio nonostante la flessione nell’immesso (-6%) e nel riciclato (-7%) riconducibile alla crisi economica-industriale internazionale innescata dalla pandemia.

La quota di riciclo, seppur in leggero calo ma comunque in linea con i trend degli ultimi anni e superiore agli obiettivi fissati nelle nuove direttive europee sull’economia circolare, conferma come il sistema nazionale di gestione degli imballaggi in alluminio, lungo tutta la filiera della sostenibilità, abbia raggiunto un livello di maturità, consapevolezza e responsabilità tale da garantire un contributo imprescindibile verso la transizione ecologica del Paese” ha precisato il Presidente di CIAL Bruno Rea nel corso dell’Assemblea. “Il processo di sviluppo è ormai irreversibile e anche le principali regioni del Sud Italia, che già quest’anno registrano performance crescenti, saranno presto in grado di ridurre il gap con le aree più mature grazie, anche, al forte impulso che verrà dato dagli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la creazione e l’ammodernamento degli impianti di selezione e trattamento dei materiali.

C’è da sottolineare inoltre che CIAL ha sempre stimolato sia la riduzione alla fonte del rifiuto in alluminio, sia la modernizzazione delle tecnologie per consentire un maggior recupero di alluminio dalla selezione dei rifiuti indifferenziati e dalle scorie post-combustione.

Un ulteriore elemento di soddisfazione – continua Rea – riguarda proprio l’impegno delle imprese della nostra filiera che, grazie ai continui miglioramenti introdotti dall’innovazione tecnologica – ottimizzazione e riduzione di peso e spessori, facile e completa riciclabilità – rendono il packaging in alluminio, sempre più affine e coerente con i principi della Prevenzione e quindi con le politiche e i modelli di sviluppo socio-economico della Green Economy. Basti pensare che, sulla base di uno studio effettuato sul “Trend evolutivo del Packaging in alluminio negli ultimi vent’anni, per la produzione di imballaggi sono state risparmiate in totale 107mila tonnellate di alluminio, che si traduce in mancate emissioni serra pari a 936.000 tonnellate di CO2 equivalenti.”

Alluminio riciclato: l’Italia si conferma virtuosa ultima modifica: 2021-05-27T17:53:31+02:00 da Valeria Cei