Plastic non riciclabili negli imballaggi nuova survey Nielsen

Si alla riduzione della plastica riciclata per il 64% degli Italiani sempre più in ansia per l’ambiente secondo motivo di preoccupazione dopo la disoccupazione

La plastica non riciclabile al centro della recente ricerca condotta da Nielsen in collaborazione con Novamont rivela la preoccupazione per l’ambiente tutt’altro che lontana dai pensieri degli italiani. Su un campione rappresentativo dei responsabili d’acquisto italiani tra i 18 e i 65 anni, si posiziona addirittura al secondo posto dopo la disoccupazione.

Pack dei prodotti e responsabilità ambientale

In questo contesto, la survey ha approfondito le posizioni dei nostri connazionali in tema di packaging. Il 62% dei consumatori è convinto che le aziende produttrici siano le principali responsabili dell’utilizzo della plastica come componente degli imballaggi nel comparto alimentare, mentre solo 15% attribuisce responsabilità ai retailer. Il 22% crede che lo Stato potrebbe fare di più per ridurne l’utilizzo e ben il 47% dei consumatori indica nelle aziende produttrici i soggetti che si devono impegnare per ridurre l’impiego della plastica negli imballaggi. Il 18% riconosce anche le proprie responsabilità e ammette di avere un ruolo nell’utilizzo della plastica.

Proposte per il futuro

L’indagine Nielsen evidenzia anche alcuni scenari individuati dagli intervistati per il futuro. Prima di tutto, il 64% si aspetta nei prossimi anni una riduzione dell’utilizzo della plastica non riciclabile negli imballaggi. Per raggiungere l’obiettivo, il 28% suggerisce di impiegare maggiormente bioplastiche compostabili / biodegradabili, il 17% propone una maggiore distribuzione di prodotti sfusi e un maggiore utilizzo di carta / cartone e vetro. Indicato dal 16% il vuoto a rendere, dal 14% l’impiego di plastiche riciclabili e dal 7% la riduzione del volume/peso delle confezioni. Acqua, bevande analcoliche, latte, yogurt, snack dolci (compresi biscotti e cioccolato) e snack salati sono le categorie identificate come quelle per le quali è più urgente ridurre l’utilizzo della plastica.

Il comparto della carne

Non poteva mancare un focus sul comparto carne, sia per il peso dello sfuso nel largo consumo, sia per le implicazioni di sostenibilità legate agli imballaggi. Cosa ne pensano gli intervistati? L’88% dei consumatori di carne (l’85% degli intervistati ha acquistato carne almeno una volta negli ultimi 6 mesi, in media acquistano carne fresca circa una volta alla settimana) dichiarano di ritenere importante che il pack sia rispettoso dell’ambiente e uno su tre chiede maggiore utilizzo di bioplastiche (34%) e di carta/cartone e vetro (20%). C’è di più: il consumatore di carne si dichiara disposto a pagare di più per carne fresca in una confezione sostenibile nel 57% dei casi  e in media pagherebbe il 4,9% in più.

Serve l’impegno di tutti

L’orientamento degli intervistati è chiaro: per il 92% tutti dovrebbero impegnarsi per ridurre la quantità di rifiuti, che preoccupano l’87% dei rispondenti. L’85% dei responsabili d’acquisto, inoltre, afferma di fare la spesa orientandosi verso marche e prodotti rispettosi dell’ambiente, anche se ciò significa spendere un po’ di più. Per il 75% è contemplabile pagare di più un prodotto solo perché è ambientalmente sostenibile, o perché lo è la sua confezione (73%).

Monica Dall’Olio

Plastica non riciclabile: la survey Nielsen in collaborazione con Novamont ultima modifica: 2020-01-20T13:51:27+01:00 da Redazione