Imballaggi rigidi in plastica

Un mercato in crescita quello del packaging rigido in materiali plastici, tra innovazione, sfida sostenibile e un forte profilo internazionale

Il comparto degli imballaggi rigidi in plastica continua a rappresentare una quota determinante dell’industria del packaging italiana. Nonostante la pressione normativa e le crescenti esigenze ambientali, il settore chiude il 2024 con un segnale di crescita, confermandosi strategico sia per i volumi produttivi sia per la capacità di evoluzione tecnologica.

Secondo i dati diffusi da ItaliaImballaggio, la produzione nazionale di plastica rigida ha raggiunto 1,834 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 2,4% rispetto al 2023. Un risultato che sorprende se confrontato con l’andamento generale del packaging in plastica – rigido e flessibile – che nello stesso periodo ha segnato un lieve rallentamento del fatturato (-1,5%), attestandosi sui 16,2 miliardi di euro. All’interno del comparto rigido, i contenitori rappresentano l’85% della produzione totale e trainano il mercato con una crescita del 3,4%, mentre gli accessori (tappi, chiusure, sistemi di erogazione) mostrano una flessione del 2,6%, anche se compensata da un sensibile aumento dell’import (+14%).

Imballaggi rigidi in materiale plastico: bene l’export

Lo scenario commerciale conferma l’impronta internazionale del settore: l’export è salito del 2,2%, raggiungendo le 380 mila tonnellate, mentre le importazioni hanno segnato un lieve aumento (+0,4%) pari a 286 mila tonnellate. Il mercato resta fortemente integrato con l’Europa: Germania e Francia rappresentano i principali partner sia per l’export (quasi il 90% delle destinazioni) sia per l’import (oltre l’82%).

Il food & beverage domina gli impieghi degli imballaggi rigidi, assorbendo l’85,6% dei volumi complessivi: il 49,8% per i prodotti alimentari e il 35,8% per le bevande. Seguono detergenza e chimica industriale con il 9% e, a distanza, il settore cosmetico e farmaceutico che si attesta al 4,7%, pur mantenendo un valore aggiunto elevato grazie alla specializzazione dei contenitori richiesti.

La sfida sostenibile degli imballaggi in plastica

Sul fronte della sostenibilità, i numeri evidenziano progressi concreti ma ancora parziali. Nel 2024 sono state raccolte in Italia oltre 1,5 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica, con un incremento del 4%. Di queste, 931 mila tonnellatesono state avviate a riciclo, avvicinando il Paese con anticipo agli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Cresce anche l’uso di materiale riciclato all’interno dei processi produttivi, mentre resta stabile la quota di bioplastiche, ancora frenata dai costi e dalle prestazioni tecnologiche non sempre equivalenti alla plastica tradizionale.

Le aziende del settore hanno avviato importanti strategie di ottimizzazione dei materiali e design for recycling, puntando su contenitori monomateriale, riduzione degli spessori e sistemi di chiusura semplificati per facilitare la separazione meccanica durante il riciclo. Parallelamente, l’innovazione tecnologica sta accelerando grazie all’introduzione di linee produttive automatizzate, controllo qualità digitale, tracciabilità avanzata e prime applicazioni di riciclo chimico, particolarmente utili per il recupero degli scarti difficili da trattare meccanicamente.

In un contesto in cui sostenibilità e competitività devono convivere, il packaging rigido in plastica si conferma con un ruolo di primo piano sul mercato, ma la sua evoluzione è ormai legata in modo indissolubile a un cambio di paradigma: chi saprà innovare nei materiali e nei processi sarà protagonista del futuro del settore: la plastica non scompare, cambia forma.

Imballaggi rigidi in plastica: i dati di mercato ultima modifica: 2025-10-14T14:15:21+02:00 da Redazione