etichette di origine del grano per la pasta

La battaglia della Coldiretti per proteggere con le etichette di origine la qualità dei nostri prodotti e i consumatori

Sulla pasta dovranno essere apposte le etichette di origine del grano ed esplicitato il luogo di molitura. Il provvedimento che rende obbligatoria la dichiarazione di origine punta a smascherare definitivamente i prodotti realizzati con grano straniero e venduti per nostrani. Approvata la stessa misura anche per il riso. I decreti sono entrati in vigore rispettivamente lo scorso 16 febbraio per le etichette di origine sul riso e il giorno successivo, il 17 febbraio, per la pasta.

Un successo per la Coldiretti che precisa come l’attuazione del Decreto rappresenti una tutela importante per i produttori e per i consumatori;  questi ultimi dal canto loro hanno espresso con chiarezza nel corso di consultazioni pubbliche sull’argomento, è il caso del Lazio, come la provenienza del grano e più in generale dei componenti essenziali degli alimenti, siano informazioni importanti da ricevere.

Meno entusiasti i produttori di pasta che invece hanno non solo contestato il provvedimento, ma presentato ricorso al TAR nel tentativo di bloccare il Decreto. Respinta dal TAR la contestazione, la Coldiretti ha risposto con un Pasta Day per festeggiare l’entrata in vigore della norma considerata rappresentativa della voltontà della stragrande maggioranza della popolazione.

L’adozione delle etichette di origine sui componenti dei prodotti è auspicabile per tutti gli alimenti, precisa Coldiretti, per questo le etichette di origine sulla pasta sono da considerarsi solo come un primo passo.

Quanto al Made in Italy e alla possibilità di difendere la qualità delle nostre materie prime nel mondo, la trasparenza non può che essere la prima forma di tutela da adottare e anche la chiave di volta per renderci maggiormente competitivi. Concordano su questo punto  e commentano così il nuovo provvedimento i Ministri dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Non manca quest’ultimo di sottolineare il peso politico di questa decisione, con esplicito riferimento alla bozza della normativa sull’etichettatura presentata, dopo 4 anni di lavori, dall’Unione Europea.

etichette di origine per tracciatura del prodotto alimentarePrecisa il Min. Martina in tal senso che l’Italia si sta già muovendo per chiedere una modifica del provvedimento in questione,  nel quale attualmente l’indicazione di origine è solo facoltativa e non obbligatoria. Si lavora ad una proposta che trovi sostegno in altri peasi Europei come la Francia e renda il quadro normativo condivisibile e coerente con il percorso che noi stiamo facendo, in caso contrario l’Italia esprimerà il proprio voto negativo alla bozza di regolamento attuativo.

Decisa la replica di Riccardo Felicetti, Presidente AIDEP, Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta, che precisa come i produttori Italiani di pasta siano pronti e si siano preventivamente organizzati per adempiere in modo efficiente alla normativa. I pacchi di pasta con le nuove etichette sono entrati in distribuzione in leggero anticipo rispetto all’entrata in vigore del Decreto Legge anche se, inevitabilemente, per un periodo, la precedente etichettatura sarà presente con la nuova.

Quello che con maggior forza Felicetti precisa è che con la nuova normativa gli Italiani conosceranno la provenienza del grano e il luogo di molitura, ma sarebbe un grande errore ritenere che laddove siano presenti “semole che utilizzano anche ottimi grani duri stranieri” la  pasta non sia di qualità;  la selezione del grano da parte dei pastai Italiani ricade infatti, al di là dei confini, solo su prodotti eccellenti.

Dunque attenzione perchè l’origine del grano non deve essere confusa con la qualità della pasta. Da considerarsi sono inoltre, continua Felicetti, le ragioni per le quali i produttori Italiani guardano all’importazione di grano e affrontare i temi più importanti dell’inadeguatezza strutturale che non rende possibile l’intero approvviggionamento sul mercato interno. In questo senso l’etichetta di provenienza non è certamente ritenuta come un provvedimento capace di andare al cuore del problema.

Infine la normativa Europea che fra qualche mese darà corso a ulteriori provvediementi in questa direzione, segnala Felicetti, obbligherà i produttori a una nuova modifica delle etichette, con la possibilità di disorientare i consumatori che non troveranno più esposte nello stesso modo le informazioni sugli alimenti.

Etichette di origine sulla pasta per tracciare la provenienza del grano ultima modifica: 2018-02-20T12:30:09+02:00 da Redazione