Convegno a B/open di Infopackaging sui materiali per il packaging

I temi sul piatto al convegno in occasione di B/open

InfoPackaging ha organizzato in occasione della II edizione di B/OPEN l’evento di VeronaFiere dedicato al biologico un convegno per fare il punto sulle novità che interessano i materiali per il packaging. Con l’intervento di due aziende produttrici di packaging, I.CO Industrie Cartone ondulato, specializzata in progettazione e produzione di imballaggi in cartone ondulato e Suricate, azienda Svizzera specializzata nella progettazione e produzione di packaging flessibile, abbiamo fornito il punto di vista delle aziende del comparto, restituendo la visuale di chi lavora con due differenti materie prime e costituisce un esempio di produzione e proposta sostenibile.

Alla prospettiva delle aziende abbiamo accostato il lavoro di due Atenei Universitari, in prima linea per le attività di ricerca sui materiali e per la formazione del settore, per sondare il terreno sulle prospettive e le potenzialità dei nuovi materiali allo studio.

L’imperativo della sicurezza e degli standard di qualità, l’esigenza della sostenibilità sono i temi e le sfide forti di questi anni, l’impegno alla ricerca di soluzioni è concreto ma necessita di una forte lungimiranza e della consapevolezza che bisogna puntare sulla riduzione della materia prima e prevedere soluzioni diverse per contesti diversi.

Sicurezza, sostenibilità e innovazione: come cambiano i materiali per il confezionamento alimentare

Ad aprire gli interventi della giornata la Dott.ssa Cavazza, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, membro del Cipack e presidente del Master in Packaging dell’Ateneo. Nel suo intervento alcuni dei risultati degli studi attualmente in corso su nuovi possibili materiali e soluzioni che possano sostituire, i tradizionali materiali plastici. Sotto la lente il trattamento di legno, cartone e biopolimeri con coating superficiali con i quali si cerca di superare alcuni limiti naturali dei materiali stessi, conferendogli nuove proprietà antiossidanti o antimicrobiche, in alcuni casi un incremento della barriera all’ossigeno e del livello di impermeabilizzazione del materiale a contatto diretto con liquidi e alimenti con forti componenti grasse. Promettenti le prove su soluzioni di packaging attivo con la messa a punto di spray, pellicole edibili e coatings ottenuti dalla combinazione di ingredienti presenti in prodotti naturali e abitualmente utilizzati in preparazioni alimentari; cipolle, asparagi, peperoncino.

I dati portati dall’Ateneo Parmense chiariscono il ruolo determinante dei controlli analitici, con particolare riferimento alla possibilità di intercettare migrazione di contaminanti, sottolineando come l’impiego di materiali naturali non renda esenti dalla potenziale presenza di sostanze tossiche.

Si ribadisce così anche il ruolo determinante della formazione anello di congiunzione con l’industria, determinante come contributo alla sua evoluzione. È del resto la storia stessa del Master in Packaging dell’Università di Parma, il primo nato in Italia e strutturato per soddisfare le esigenze delle aziende.

E a ribadire il ruolo centrale della formazione per la filiera anche l’Università di Salerno con l’ Ing. Annalisa Apicella, che ha chiarito come il percorso delineato dall’Ateneo con Matespack, MAteriali e TEcnologie Sostenibili per PACKaging polimerici e cellulosici rappresenti un’opportunità preziosa per formare ed aggiornare le figure professionali chiamate a strutturare gli itinerari della transizione verso un’economia circolare. Il master di primo livello si muove infatti su un doppio binario, l’alta formazione di professionisti destinati al settore privato manifatturiero e al comparto servizi per l’industria del packaging, in particolare per il comparto food e il perfezionamento e aggiornamento delle competenze di chi già opera in quest’ambito. Il forte impegno dell’Università di Salerno nella promozione e nello sviluppo di politiche di rispetto e salvaguardia dell’ambiente e di attenzione alla sostenibilità, fra cui rientra il MATESPACK stesso, ha travalicato i confini nazionali per tradursi in un programma di formazione internazionale “Specialist in the circular economy of plastic packaging” realizzato nell’ambito del progetto europeo PackAlliance ERASMUS in partenariato con Università e aziende Italiane, Spagnole, Polacche e Finlandesi. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere lo sviluppo integrato di competenze volte ad una transizione verso un’economia circolare nel settore delle materie plastiche.

Sul fronte delle aziende, I.CO Industria Cartone Ondulato, con l’intervento di Silvia Di Cesare, PhD Industria Cartone Ondulato, ha illustrato la propria supply chain. L’azienda impiega il 90% di carte derivanti da operazioni di recupero e riciclo, è dotata di cartiera interna e del prodotto packaging segue la realizzazione a 360°. Le scelte compiute ad oggi hanno consentito l’ottimizzazione di ogni fase del ciclo produttivo, dotandosi delle tecnologie più evolute sul mercato anche per la personalizzazione grafica, eseguita rigorosamente con inchiostri a base acqua. I.CO oggi propone soluzioni di confezionamento che impattano per un terzo rispetto alla media delle scatole di cartone prodotte in Europa, con standard qualitativi estremamente elevati e in linea con le tendenze – in fatto di preferenze da parte dei consumatori – che il mercato esprime con sempre maggior interesse.

Sull’altro fronte, specializzata in progettazione e produzione di packaging flessibile e riempimento conto terzi l’azienda Svizzera Suricate, amplia il concetto di sostenibilità, sollecitando una riflessione sull’importanza delle prestazioni di un packaging efficiente, anche in considerazione delle nostre abitudini al consumo che non sempre sposano i principi di sostenibilità. Le ricadute, infatti, nel caso del packaging per il comparto food sono importanti. Una miglior conservazione del prodotto ne allunga la shelf-life e combatte lo spreco alimentare; una progettazione attenta alla miglior usabilità facilita il consumo del prodotto nella sua totalità, ottimizza l’impiego dei materiali per il packaging facilitandone il trasporto e la logistica. L’azienda Svizzera che propone soluzioni di confezionamento flessibile in monomateriale, sottolinea il valore sostenibile di un pack efficiente.

Materiali per il packaging al tempo della transizione ecologica ultima modifica: 2021-11-11T17:53:00+01:00 da Valeria Cei