Nuova bioplastica per packaging alimentare

È della designer inglese Lucy Hughes la nuova bioplastica premiata con il James Dyson Award

È una nuova bioplastica che nasce dagli scarti del pesce, precisamente dalla lavorazione della pelle e delle scaglie. A proporla una giovane designer inglese da tempo dedita alla ricerca di nuove soluzioni da sviluppare nell’ambito dei materiali per packaging. Lucy Hughes, laureata dell’Università del Sussex, per questa soluzione è stata premiata con il James Dyson Award. Un premio internazionale destinato ai progetti di giovani designer capaci di proporre nuove soluzioni a problemi condivisi.

La nuova bioplastica proposta dalla designer inglese è il punto di arrivo di un lungo percorso di ricerca sui possibili materiali di scarto provenienti da fonti naturali, utilizzabili. In seguito alla visita ad un impianto di lavorazione del pesce sulla costa meridionale la Hughes ha deciso di provare ad utilizzare la pelle e le scaglie come materiali per una nuova bioplastica ed avviato una lunga fase di esperimenti per rintracciare un agente legante. Dopo oltre 100 prove di laboratorio effettuate, ha raggiunto la formulazione di questo nuovo materiale, il MARINA TEX, che si presenta come una plastica traslucida particolarmente resistente e al contempo elastica. Progettata come materiale destinato al packaging alimentare ma indicato anche per il confezionamento di altri tipi di merce e prodotti, si degrada in sei settimane e non necessita per la disgregazione né di alte temperatura, né di coadiuvanti chimici. Secondo le stime sviluppate dalla HUGHES da un merluzzo si potrebbero ottenere fino a 1.400 buste in Martina TEX.

Il prossimo passo verso quella che appare come una nuova interessante opportunità è l’arrivo di fondi pubblici o privati che consentano l’ottimizzazione della produzione del materiale e l’organizzazione della messa in produzione dello stesso.

Bioplastica dalla pelle del pesce e dalle scaglie ultima modifica: 2019-12-02T13:35:23+01:00 da Redazione