dalle aziende produttrici di prodotti agroalimentari packaging sostenibile in crescita ma anche spreco alimentare

L’Italia durante la pandemia secondo i produttori del Made in Italy nella ricerca dell’Osservatorio METRONOMO

Con la ricerca “Spreco alimentare: l’esperienza dei produttori del Made in Italy durante la pandemia” commissionata da METRO a Osservatorio METRONOMO, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, una fotografia dei produttori dell’agroalimentare nostrano durante la pandemia, per stabilire quanto peso hanno avuto sull’andamento di questo settore le misure restrittive adottate dal governo per il contenimento del contagio, comprendere come l’emergenza sanitaria abbia influito sulla produzione di eccedenze e sullo spreco alimentare e analizzare quali soluzioni le aziende hanno cercato e stanno cercando di adottare. Il campione 230 fornitori italiani di prodotti tipici locali, di cui il 60% lavora a livello nazionale e il 39% a livello locale, il restante è attivo con player internazionali. Rispetto alla tipologia di prodotto, il campione è così suddiviso:

Aziende per prodotti realizzati - Fonte METRO -Osservatorio Metronomo- ricerca ricerca “Spreco alimentare: l’esperienza dei produttori del Made in Italy durante la pandemia”
Fonte: METRO – Osservatorio Metronomo – ricerca ricerca “Spreco alimentare: l’esperienza dei produttori del Made in Italy durante la pandemia” 

Il packaging si fa sostenibile

Fra i primi dati più evidenti, una contrazione nella produzione di bevande tipiche del 42%, mentre le aziende che producono o rilavorano frutta e verdure fresche hanno subito un ritocco del 32% sulla quantità di prodotto immesso sul mercato. Questi dati sono frutto in particolare della chiusura temporanea delle attività Horeca. A fronte tuttavia di questo ridimensionamento importante sul fronte della produzione, un effetto della pandemia è stata l’ottimizzazione e la riduzione dei packaging che ha riguardato il 42% delle aziende intervistate; si noti che di questo 42%, il 23% delle aziende intervistate hanno tolto questa opportunità per selezionare materiali green e rinnovare il packaging in ottica sostenibile, mentre il 25% delle aziende si sono mosse nella direzione di un packaging green per soddisfare un bisogno espresso dai propri clienti.

Salgono i dati relativi allo spreco alimentare

Circa il 26% delle aziende intervistate ha dichiarato nel 2020 l’aumento dei propri sprechi alimentari; le cause sembrano essere principalmente legate alle chiusure intermittenti e al conseguente clima di incertezza che ha condizionato il mercato. Un incremento quello dello spreco alimentare considerato dalle aziende stesse come una un danno ambientale importante, oltre che economico, anche e soprattutto se si considerano le percentuali che descrivono un incremento importante tra il 6 e il 15%.

Le reazioni delle aziende

Rispetto alle reazioni messe in campo dalle aziende per far fronte alla situazione, ben il 60% dei produttori ha dichiarato che la logistica è uno step determinante e che prediligono consegne frequenti anche con volumi ridotti di prodotto. Questa modalità, non stupisce, è aumentata rispetto alla pandemia del 21%.

Per l’86% dei produttori il packaging e i formati hanno dunque un ruolo determinante, mentre il comparto sconta un certo ritardo nello sviluppo di applicazioni digitali che facilitino la rivendita dei prodotti su mercati secondari. Sono oltre il 75% degli intervistati a non farne uso, mentre circa l’8% ne ha avviato l’impiego durante la pandemia proprio per gestire le eccedenze generate dal Covid 19.

Nel grafico la sintesi delle cinque azioni adottate perché considerate strategiche dalle aziende per ridurre le eccedenze e lo spreco alimentare.

Packaging sostenibile in aumento ma anche lo spreco alimentare ultima modifica: 2021-07-21T15:34:00+02:00 da Valeria Cei