packaging a OnBeauty by Cosmoprof Worldwide Bologna

Il percorso di sostenibilità della filiera cosmetica

La sostenibilità driver fondamentale per lo sviluppo produttivo del mondo dell’industria è ormai percepito come un valore essenziale da perseguire a tutti i livelli. I regolamenti governativi hanno, in tal senso, sancito ufficialmente, la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività umane.

Il percorso che l’industria cosmetica sta disegnando in quest’ambito, a fronte degli obiettivi di sostenibilità e per la crescente sensibilità dei consumatori, tocca ogni aspetto della filiera. Secondo il rapporto “Make Up The Future” di Quantis, le principali fonti di impatto ambientale del settore includono l’estrazione e la lavorazione delle materie prime (che rappresentano il 10% delle emissioni), l’eccessivo utilizzo di plastica per l’imballaggio (20%), il trasporto (10%) e la fase d’uso del prodotto (40%). Forbes riporta che l’industria cosmetica genera fino a 120 miliardi di unità di imballaggi in plastica all’anno e contribuisce alla deforestazione di 18 milioni di acri di foresta.

Durante l’edizione 2023 di Cosmoprof Worldwide Bologna, è emerso che il settore degli ingredienti e delle materie prime svolge un ruolo strategico nella ricerca di soluzioni sostenibili. Gli esperti presenti alla conferenza “Green Ingredients for Sustainability”, condotta da ECOVIA INTELLIGENCE, hanno sottolineato l’importanza di trovare un nuovo equilibrio tra l’utilizzo di ingredienti di origine naturale e la difesa della biodiversità. La ricerca di alternative, come il riciclo e il riutilizzo dei materiali presenti nella catena produttiva, è fondamentale per affrontare le sfide attuali.

La trasparenza è un altro aspetto cruciale nel percorso verso la sostenibilità. I consumatori desiderano conoscere l’intero processo di produzione di un prodotto cosmetico, compreso l’approvvigionamento delle materie prime e l’impatto ambientale delle scelte aziendali. I brand devono promuovere l’acquisto di prodotti sostenibili e stabilire un collegamento chiaro tra sostenibilità e prestazioni del prodotto.

La biotecnologia offre soluzioni interessanti per l’industria cosmetica. Durante la tavola rotonda “The Blue Biotech Wave: innovating for ocean preservation” tenuta presso Cosmoprof, è stato evidenziato il potenziale delle risorse marine, in particolare delle alghe, come fonte di principi attivi per prodotti anti-invecchiamento. I marchi PURISSIMA e La Bruket hanno adottato la fermentazione delle alghe per sviluppare prodotti sostenibili a impatto zero.

Tuttavia, la ricerca nelle biotecnologie è ancora ostacolata dalla scarsa comprensione del consumatore. È fondamentale educare il pubblico sulle biotecnologie e spiegare che esse possono contribuire a trovare ingredienti più efficienti e sostenibili, evidenziando con chiarezza l’aspetto di opportunità.

Packaging cosmetico: verso un cambiamento di rotta a 360°

Anche l’industria cosmetica poi, si confronta con la sfida di rendere il packaging più sostenibile. L’utilizzo diffuso della plastica e la presenza crescente di microplastiche nell’ambiente hanno portato i governi ad introdurre normative più rigorose. Tuttavia, convertire le modalità di confezionamento non è così semplice, a partire dal fatto che non tutti i prodotti cosmetici possono confezionati con pack riciclato o proposti in formato ricaricabile. Questo elemento di non poca importanza è stato trattato anche durante una sessione di Cosmoprof Worldwide Bologna 2023, nell’ambito dei CosmoTalks organizzati da QUANTIS, dal titolo “È possibile raggiungere una circolarità del 100% nel packaging cosmetico?”.

“Il packaging svolge un ruolo chiave nell’evoluzione sostenibile dell’industria cosmetica”, ha affermato Emmanuel Hembert, Global Cosmetics & Personal Care Lead di Quantis. “Per i consumatori, il packaging ha un impatto significativo, poiché ne trovano tracce per strada o sulle spiagge. Ecco perché sono sempre più attenti all’impatto ambientale dell’imballaggio cosmetico. I marchi ne sono consapevoli e lavorano da tempo su soluzioni di packaging sostenibile”.

Attualmente, l’industria del packaging si sta muovendo in tre direzioni: il riciclo, il refillable e l’ottimizzazione della gestione degli scarti.

Rispetto al riciclo, l’obiettivo è la drastica riduzione di plastica vergine immessa nell’ambiente. “La circolarità e il riciclo implicano la possibilità di reintegrare un materiale all’interno di un ciclo produttivo”, ha spiegato Carlo Andriolo, CEO di Aliplast S.p.A. “Attualmente, la maggior parte della plastica riciclata proveniente dall’industria cosmetica viene riutilizzata in settori diversi, come l’edilizia e l’arredamento. Questo compromette la piena circolarità del packaging cosmetico … È necessario trovare soluzioni adeguate per reintegrare il packaging nella catena di produzione cosmetica, rispettando gli standard di sicurezza”.

L’adozione di soluzioni di packaging in monomateriale è stato un passo significativo per l’industria cosmetica, che ha scelto, evidentemente con il contributo indispensabile dei designer, di impiegare imballaggi di fatto più sostenibili. “Come azienda di packaging, stiamo lavorando con nuovi materiali e nuovi design rispetto al passato“, ha confermato Olaf Zahra, Chief Technical and Sustainability Officer del Toly Group, durante una tavola rotonda, puntualizzando anche lo spinoso argomento dei costi dei prodotti realizzati con materiali riciclati. “I prodotti derivati dal riciclaggio non dovrebbero costare di più, poiché in teoria richiedono meno risorse. Tuttavia, attualmente acquistiamo il materiale riciclato a un prezzo più alto rispetto alla plastica vergine. È un controsenso evidente e rappresenta una problematica all’interno della filiera“.

Un segnale dell’evoluzione sostenibile dell’industria cosmetica è l’aumento delle soluzioni di packaging ricaricabile sul mercato, a discapito dei prodotti monouso. In quest’ambito molto c’è ancora da fare ma indubbiamente, il packaging ricaricabile, è destinato ad essere un elemento importante negli scenari futuri. “Attualmente sul mercato ci sono molte soluzioni di packaging ricaricabile. La complessità della catena di approvvigionamento può rallentarne lo sviluppo, ma in generale la vera sfida, che allo stesso tempo rappresenta un’opportunità, è la relazione tra marchi, rivenditori e consumatori, e di conseguenza l’educazione del consumatore“, ha sottolineato Frederic Dreux, R&D Packaging Prestige Leader di Unilever Prestige. “È importante enfatizzare il valore della ricarica e giustificare l’acquisto ripetuto di un prodotto. La ricarica deve essere un processo facile e divertente, che permetta un ulteriore coinvolgimento del cliente e la condivisione dei valori del marchio. Anche il prezzo deve comunicare i benefici legati alla sostenibilità. È necessario investire nel riconoscimento del packaging come elemento premium, distintivo e parte dell’esperienza del prodotto di bellezza“.

Anche Eva Lagarde, CEO e fondatrice di re-sources.co, anche moderatrice della tavola rotonda, ha puntualizzato come l’importanza del packaging per la filiera cosmetica: “Il packaging non dovrebbe più essere considerato uno scarto. Esistono diverse soluzioni per ridurre l’impatto ambientale del packaging come materiale di scarto: ad esempio, è possibile ridurre lo spessore dei materiali utilizzati o adottare design più compatti ed essenziali. Ma il primo passo è rivalutare il packaging come oggetto che va oltre la sua funzione di contenimento. Il packaging cosmetico dovrebbe diventare un oggetto che i consumatori desiderano conservare e riutilizzare, anche per altri scopi, come un gioiello o un’opera d’arte“.

E i consumatori?

Sono loro, i consumatori, coloro che inevitabilmente rivestono un ruolo fondamentale nell’evoluzione sostenibile dell’industria cosmetica, gli unici a poter facilitare questa transizione. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, è necessari far leva su tutti quei fattori in grado di coinvolgere attivamente il consumatore; perché la sostenibilità del prodotto sia colta e percepita come un valore positivo, le soluzioni devono essere più accessibili, ci deve essere maggior informazione rispetto alla possibilità, necessità e importanza di adottare packaging ricaricabile o ricaricato, e i marchi devono comunicare in modo trasparente per guadagnare la fiducia del consumatore e avvalorare le sue scelte.

Ad aiutare questo processo, anche le tecnologie se si considera che un crescente numero di aziende cosmetiche adottano soluzioni disoluzioni di track & trace. Tracciabilità e trasparenza, delle quali si è parlato anche in occasione di CosmoFactory 2023 – Encoding Beauty, che ha presentato codici QR e watermark stampati sul packaging primario per raccogliere informazioni sull’approvvigionamento delle materie prime, i processi di produzione, le misurazioni dell’impatto ambientale e lo smaltimento corretto del prodotto stesso. Le nuove tecnologie digitali, dunque, rappresentano una risorsa fondamentale lungo tutta la filiera, per identificare la composizione di un imballaggio, valutarne il processo di riciclo e analizzarne la qualità.

Beauty e sostenibilità: nuove sfide e progetti per l’industria cosmetica ultima modifica: 2023-06-12T11:35:43+02:00 da Valeria Cei