
Raggiungere gli obiettivi UE ripartendo dai materiali plastici per imballaggi e non
I materiali plastici per gli imballaggi continuano ad essere al centro del dibattito. A qualche giorno dalla notizia dell’impegno assunto da un nuovo grande marchio, Nestlè, verso la sostenibilità, l’azienda convertirà tutto il suo packaging entro il 2025 in imballaggi ricilabili, un nuovo tavolo di lavoro si è confrontato sugli obiettivi lanciati dall’Europa.
La Federazione Gomma Plastica con Conai, Corepla, Enea, Ippr, Ispra e Legambiente hanno cercato di delinare stretegie d’intervento più efficienti per favorire la sostenibilità e il conseguente raggiungimento degli obiettivi UE rispetto all’ambiente. Si lavora per ottenere entro il 2030 l’intera gamma dei materiali plastici per imballaggi, riciclabili, una diminuzine sensibile del consumo di sacchetti monouso e un ridotto impiego di microplastiche.
Al momento tuttavia la percentuale d’imballaggi in plastica avviati al riciclo dopo il consumo, arriva solo al 30%, un dato che fa riflettere perchè conferma che molto lavoro è senza dubbio da fare. E del resto come è stato giustamente rilevato dagli attori coinvolti un cambiamento nelle modalità di produzione, cosnumo e smaltimento è un meccanismo che richiede l’intervento congiunto di molti fattori, non certo di uno solo e la collaborazione dei diversi paesi europei.
Osservando la realtà Italiana sono apprezzabili una serie indiscutibile di miglioramenti; i dati relativi al 2017 confrontati con quelli del 2015 mostrano un aumento complessivo nel consumo di polimeri riciclati. Nel comparto packaging importante è il +10% del PET che riguarda una grossa fetta degli imballaggi alimentari, il +5,5% del PE che oltre agli imballaggi trova impiego nella produzione di tubi, la crescita del + 3,3% del PP e del +75% del PS, il polistirolo di largo impiego in edilizia. Dove però il meccanismo s’inceppa sottolinea Corepla nella fase di smaltimento e riciclo. Insomma la strada deve necessariamente andare verso la semplificazione dei processi; è chiaro che solo se diventa più agevole la produzione, il consumo, il riciclo e la nuova produzione con il materiale plastico, è possibile attuare quel modello di economia circolare in linea con i presupposti di sostenibilità ambientale.
Da queste considerazione derivano le linee guida del tavolo di lavoro che lavoreranno principalmente su quattro fronti.
- Innalzare il livello qualitativo dei materiali plastici provenienti da riciclo, così da favorirne l’impiego al posto del materiale vergine
- Allargare le possibilità d’impiego dei polimeri riciclati
- Lavorare sulla progettazione del prodotto perché sia più longevo e più semplice da riciclare, riducendo quindi i materiali compositi in favore di quelli monopolimerici.
- Lavorare sugli aspetti culturali ed educativi per una corretta gestione dei materiali nella differenziazione.
Non resta che impegnarsi!
