Bene il mercato delle macchine per il packaging ma manca il personale specializzato
Giunti ormai alle battute finali dell’anno in corso si comincia a parlare di numeri e le prime stime, secondo i dati UCIMA, descrivono il mercato delle macchine per il packaging come un settore decisamente in salute. Bene sia l’import sia l’export, anche se forse dalle previsioni iniziali si attendeva qualcosa in più.
Le vendite sul mercato interno sono cresciute del 6,4%, mentre un +6,7% descrive il trend sul mercato estero dal quale l’Italia delle macchine per il packaging, ricava ben l’80% del suo fatturato. I risultati sono dunque positivi, coerenti con l’andamento dello scorso anno.
La crescita inferiore rispetto alle attese secondo UCIMA è collegata da un lato alle previsioni riconducibili al piano industria 4.0; in controtendenza rispetto ad altri comparti, infatti la vitalità delle aziende produttrici di macchine per il packaging è risultata inferiore, ma va considerato che si tratta di un settore che ha superato gli anni della crisi piuttosto rapidamente, nel quale dunque gli investimenti sono già molto avanti tanto da risultare, per la domanda interna, poco rilevante la presenza degli incentivi. In secondo luogo, sottolinea ancora UCIMA, il mercato di destinazione delle macchine per il packaging si confronta con settori merceologici molto differenti fra loro, livellando di fatto gli andamenti; infine, si tratta di un settore sempre più orientato oltre confine, l’export ci vede in una posizione di assoluto rilievo, leader insieme alla Germania a livello mondo.
Servono figure professionali che non si trovano
Fra questi continua a porsi il problema della carenza di personale specializzato in grado di rispsondere alle esigenze di questa tipologia di aziende; il gap fra formazione e industria, sembra destare non poche preoccupazioni poichè nonstante i gravi problemi occupazionali nel nostro paese sono scoperte molte ottime posizioni destinate all’industria, fondamentali per la crescita e l’evoluzione della nostra economia.
