Nuovi materiali per il packaging nuove modalità di confezionamento e tecnologia IoT: l’Ateneo di Parma presenta il mondo del packaging
Come tradizione vuole anche quest’anno, l’ultimo venerdì del mese di settembre, è stato dedicato alla Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori che all’Università di Parma ha visto protagonisti, in due diverse sedi, i nuovi materiali per il packaging sviluppati in ottica sostenibile.
A dedicare ampio spazio alla presentazione delle linee di ricerca più promettenti, nel centro interdipartimentale per il Packaging (CIPACK) del Tecnopolo, e nel plesso di Chimica, i docenti dei dipartimenti di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e di Ingegneria e Architettura, con tecnologi, ricercatori, dottorandi, assegnisti e molti molti studenti.
La Notte dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea nato nel 2005 e fin dalla prima edizione accolto con grande entusiasmo. Coinvolge ogni anno ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti gli Stati europei e ha come obiettivo, quello di avvicinare in modo informale tutti i cittadini e i giovanissimi, alla cultura scientifica e alle attività di ricerca. L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di iniziative distribuite sul territorio nazionale.
Nuovi materiali per il packaging e non solo
A destare l’interesse dei numerosi partecipanti intervenuti all’Ateneo di Parma sia i nuovi materiali per il packaging, sui quali è attiva la sperimentazione nell’ateneo, sia nuove modalità di confezionamento dei prodotti sviluppate in ottica sostenibile.
In particolare sono state presentate pellicole in biopolimero edibili con proprietà antiossidanti e antimicrobiche capaci di prolungare la shelf-life del prodotto alimentare confezionato, sviluppate per il confezionamento di carni e formaggi. Interessante notare come in alcuni casi gli estratti utilizzati siano stati ricavati da sottoprodotti del comparto agroalimentare.
Sempre legato alla necessità di prolungare la schelf-life del prodotto alimentare, è stato presentato anche uno spray che, impiegato su frutta e verdura, ne rallenta l’imbrunimento e il processo di maturazione. Grande interesse hanno riscosso poi i trattamenti superficiali messi a punto per ottimizzare le prestazioni di materiali come carta e legno, riducendone la porosità e aumentandone la resistenza; le tecniche per ricavare materiali innovativi sotto forma di fibre o granuli compositi biodegradabili e compostabili per il packaging flessibile e i sistemi di stampa 3D di polimeri termoplastici e termoindurenti hanno regalato tutte le suggestioni delle nuove tecnologie che la ricerca impiega.
Rimanendo in tema di tecnologie hanno visto la partecipazione diretta dei visitatori invitati a partecipare alle attività dimostrative, i dispositivi tag RFID impiegati per l’identificazione massiva di prodotti e imballaggi; le simulazioni hanno consentito di mostrare le potenzialità della tecnologia IoT, intesa come capacità di rendere intelligenti facendo dialogare gli oggetti tra di loro, nell’ambito della logistica e non solo.
Visto il successo rinnovato delle attività organizzate dall’Ateneo Parmense, le attività dimostrative proseguiranno come eventi itineranti nell’ambito dell’iniziativa Researchers@School.
