La richiesta: un regolamento unico, non più 27 sistemi diversi
Il 1° ottobre 2026 EUROPEN, l’organizzazione europea che riunisce produttori di imballaggi e aziende utilizzatrici, ha pubblicato una dichiarazione congiunta firmata da oltre 40 associazioni di settore a livello europeo. Il testo chiede alla Commissione UE di cogliere l’occasione del futuro Circular Economy Act (CEA) per introdurre un regolamento unico sulla responsabilità estesa del produttore (EPR), direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimenti nazionali differenziati.
Il tema non è nuovo per la filiera del packaging, ma la dichiarazione arriva in un momento preciso: la Commissione europea sta preparando il CEA come tappa successiva al PPWR (Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio), entrato in applicazione nell’agosto 2026, e le associazioni temono che, senza un intervento a monte, l’EPR resti un mosaico di schemi nazionali con requisiti di registrazione, rendicontazione e contribuzione tra loro incompatibili.
Le sei priorità della dichiarazione congiunta
Il documento firmato da EUROPEN e dalle altre sigle associative articola la richiesta in sei punti operativi:
- un regolamento UE sull’EPR direttamente applicabile, basato sull’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che armonizzi le regole invece di lasciarle alla discrezionalità dei singoli Stati;
- una governance degli schemi EPR guidata dai produttori, che mantengano il potere decisionale sulla gestione dei contributi versati;
- contributi EPR vincolati ai flussi di rifiuti che finanziano, e destinati prioritariamente alle infrastrutture necessarie a raggiungere gli obiettivi UE di riciclo;
- una rendicontazione trasparente e standardizzata lungo tutta la filiera dei rifiuti, con dati comparabili tra Stati membri;
- la riduzione degli oneri amministrativi, con l’eliminazione dei requisiti ritenuti superflui e l’armonizzazione della registrazione EPR, con un occhio di riguardo per PMI e microimprese;
- il rafforzamento delle infrastrutture di raccolta differenziata e della sensibilizzazione del pubblico, considerate condizione necessaria per qualsiasi obiettivo di riciclo più ambizioso.
Secondo le associazioni firmatarie, l’insieme di queste misure contribuirebbe a costruire un vero mercato unico delle materie prime secondarie, oggi frenato, a loro giudizio, dalla eterogeneità delle regole EPR tra i 27 Stati membri.
Perché la frammentazione normativa pesa sulla filiera degli imballaggi
Per le aziende che producono o utilizzano imballaggi e operano su più mercati europei, la frammentazione EPR si traduce in costi concreti: registrazioni separate in ciascun Paese, criteri di calcolo del contributo ambientale non omogenei, definizioni di “imballaggio” o di “produttore” che possono variare da una normativa nazionale all’altra. Per le imprese italiane che esportano imballaggi, componenti o materiali riciclati verso altri Stati membri, questo significa dover presidiare più sistemi di compliance in parallelo, con un carico amministrativo sproporzionato soprattutto per le realtà di dimensioni minori.
La dichiarazione di EUROPEN si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge anche altri attori della filiera: nella stessa settimana, EuroCommerce, l’associazione europea del commercio al dettaglio e all’ingrosso, ha chiesto, con toni diversi ma su un terreno adiacente, una riforma dei requisiti EPR legati al PPWR (si veda l’articolo dedicato: PPWR, il Parlamento Europeo alleggerisce gli obblighi EPR per le PMI). Il punto di contatto tra le due posizioni è la convinzione che il quadro EPR, nato per responsabilizzare i produttori sul fine vita degli imballaggi, abbia bisogno oggi di una cornice più coerente a livello UE.
Prossimi passi: dalla dichiarazione al testo legislativo
La dichiarazione congiunta non ha valore legislativo: si tratta di un posizionamento pubblico pensato per influenzare i lavori preparatori del Circular Economy Act, la cui proposta formale della Commissione europea è attesa nei prossimi mesi. Per la filiera italiana del packaging, già impegnata nell’attuazione del PPWR e nel dialogo con i consorzi di filiera su contenuto di riciclato e riciclabilità, il dossier merita un monitoraggio attento: le scelte che l’UE farà sulla governance EPR nel CEA incideranno direttamente sui sistemi nazionali, incluso quello italiano basato su CONAI e i consorzi di filiera.
Il testo completo della dichiarazione e l’elenco integrale delle oltre 40 associazioni firmatarie sono disponibili sul sito di EUROPEN; Packaging Europe ha dato per prima notizia dell’iniziativa il 1° ottobre 2026.
