Plastica biodegradabile anche per i LEGO

plastica biodegradabile

L’annuncio della storica azienda che punta ad una produzione a impatto zero grazie alla plastica biodegradabile

La produzione delle costruzioni Lego, gli amati mattoncini, diventerà entro il 2030 completamente ecocompatibile, grazie a una modifica sostanziale dei materiali di costruzione e confezionamento, con l’introduzione di plastica biodegradabile.

Lego dunque si unisce ad altri grandi marchi che recentemente si sono formalmente impegnati non solo a scendere in campo direttamente per la salvaguardia dell’ambiente, ma ad apportare modifiche sostanziali alle loro modalità produttive.

L’azienda Danese nello specifico ha annunciato che entro il 2030 sarà completato il passaggio a una modalità produttiva a impatto zero.  L’iter avviato con l’introduzione nel 2017 di fonti di energia rinnovabili che alimentano gli impianti produttivi, ha visto siglato un accordo con il WWF per la riduzione delle emissioni di CO2 del 10% entro il 2020 e continuerà con la sostituzione del packaging dei propri prodotti. Le confezioni di vendita saranno infatti modificate e prodotte esclusivamente con materiali riciclati e rinnovabili. Ultimo decisivo passo sarà l’adozione di nuovi materiali sostenibili per la realizzazione dei mattoncini delle costruzioni. L’obiettivo è l’utilizzo di plastica biodegradabile per la produzione delle costruzioni, individuando un materiale capace di garantire la medesima resa del materiale plastico tradizionalmente impiegato.

L’investimento a sostegno di questa operazione ammonta a 134 milioni di euro, con l’intervento di una squadra di circa un centinaio di esperti impegnati nell’individuazione del materiale più efficiente e nell’esecuzione di tutti i test del caso.

Alcuni interessanti esperimenti riguardano la realizzazione dei componenti flessibili delle costruzioni con un materiale contenente al 98% polietilene e per il restante 2% canna da zucchero. Oltre a non essere un materiale biodegradabile è comunque un opzione percorribile solo per la realizzazione delle parti flessibili ovvero di una percentuale assolutamente minoritaria, 1-2%, delle costruzioni Lego. In corso anche i test sul PLA, acido polilattico, che tuttavia non soddisfano a pieno le caratteristiche di resistenza e resa estetica del colore necessarie alla produzione Lego.

Un’operazione dunque tutt’altro che semplice anche in considerazione del fatto che un materiale con le prerogative richieste che sostituisca quello attualmente impiegato deve garantire la conservazione di quelle caratteristiche distintive delle costruzioni Lego che rendono da sempre il marchio riconoscibile. S’interviene su un prodotto scolpito da decenni nelle menti dei consumatori e dunque per alcuni versi non modificabile.

Plastica biodegradabile anche per i LEGO ultima modifica: 2018-09-06T12:00:26+02:00 da Redazione
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