Assoimballaggi ha presentato l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) sugli imballaggi industriali in legno e le casse pieghevoli
A Ecomondo 2024, la fiera internazionale della sostenibilità, nel fitto calendario di eventi che hanno caratterizzato questo giorni di manifestazione – dal 5 all’8 novembre 2024, ha visto anche l’interessante studio presentato da Assoimballaggi. parte di FederlegnoArredo, ha presentato uno studio pionieristico di analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) sugli imballaggi industriali in legno e casse pieghevoli. Questa ricerca, condotta dall’Università di Firenze, offre al settore uno strumento fondamentale per comprendere gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti in legno, puntando a identificare aree di miglioramento per una filiera sempre più efficiente e sostenibile.
Il presidente di Assoimballaggi, Andrea Attilio Gava, sottolinea come il comparto degli imballaggi in legno possa porsi come modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile. “La sostenibilità è per noi un valore fondante,” afferma Gava, “e con lo studio LCA siamo in grado di misurare e migliorare l’impatto ambientale dei nostri prodotti, offrendo soluzioni che rispondono sia alle esigenze del mercato che alle direttive UE.” Le aziende del settore sono infatti pronte a raccogliere la sfida posta dalle nuove normative, posizionandosi come partner strategici per una logistica che riduce l’impatto ambientale.
Gli imballaggi industriali in legno, essenziali per la logistica e progettati su misura, sono in grado di assorbire più CO2 di quanta ne emettano durante il ciclo di vita, portando un beneficio complessivo per l’ambiente. Lo studio applica il metodo “cradle to grave” (dalla culla alla tomba), analizzando l’intero percorso dell’imballaggio e confermando che, a fine vita, questi prodotti possono essere riciclati e riutilizzati per la produzione di pannelli per mobili, contribuendo a mantenere il carbonio stoccato.
Un altro tema affrontato durante il convegno “Imballaggi in legno e sughero tra tradizione e innovazione: dalla materia prima alla riciclabilità e compostabilità” riguarda la gestione sostenibile delle foreste e l’importanza di ridurre gli impatti ambientali del trasporto delle materie prime. FederlegnoArredo si sta impegnando attivamente per sviluppare filiere corte, come testimonia il suo ruolo all’interno del Cluster Italia Foresta Legno, che promuove progetti finalizzati alla creazione di una filiera forestale nazionale. Questo approccio non solo ridurrebbe l’impatto del trasporto ma porterebbe anche vantaggi sociali ed economici per il settore.
Una questione tecnica importante per il comparto è la compostabilità del legno negli impianti di compostaggio, un materiale che, seppur utilizzato per attivare i processi di compost, non è attualmente conforme allo standard europeo EN13432. Assoimballaggi sta lavorando per aggiornare la normativa, sostenendo il riconoscimento del legno come materiale compostabile e biodegradabile, al pari di altre risorse naturali.
Il settore degli imballaggi in legno rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare. I pallet, le casse e altri imballaggi in legno, dopo il loro ciclo di utilizzo, vengono rigenerati in componenti per pannelli di arredo, dimostrando come il materiale possa essere reimmesso nella filiera per nuovi scopi, all’insegna della “qualità di riciclo” promossa dalla Commissione Europea. Il riconoscimento del riciclo di alta qualità consente di preservare la sostenibilità del settore, garantendo che anche gli imballaggi industriali possano contribuire a un beneficio ambientale misurabile.
Secondo il Centro Studi FederlegnoArredo, il comparto imballaggi in legno genera un fatturato annuo di circa 2,5 miliardi di euro, sostenendo un’ecosistema di circa 2.000 aziende e occupando oltre 17.000 addetti. Con questo studio LCA, il settore conferma il suo impegno per un futuro a basso impatto ambientale, ponendosi come attore chiave per una logistica più sostenibile e per la crescita della green economy.
