Aureli soddisfatto e ottimista sulle prospettive per il medio-lungo periodo
Il 2019 che si chiude può essere considerato a tutti gli effetti un anno da record per i produttori di tecnologie per il packaging. Sono i numeri a darne conferma quelli descritti nei pre-consuntivi del Centro Studi Ucima – Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il confezionamento e l’imballaggio – e commentati dal presidente stesso di UCIMA, Enrico Aureli.
I produttori Italiani di tecnologie per l’imballaggio e il confezionamento chiudono il 2019 con un fatturato che supera la soglia record degli 8 miliardi di euro e segna una crescita del +1,8% rispetto al 2018. Un risultato salutato con grande soddisfazione e letto come indicatore importante di un settore solido e trainante della nostra economia. Un mercato maturo capace di imporsi a livello internazionale e con una grande potenzialità sui nuovi mercati.
Aureli sottolinea come sia delicato e complesso tuttavia lo scenario internazionale, con l’emergere di nuovi competitor su uno scacchiere internazionale dominato da instabilità non di poco conto.
I produttori di tecnologie per il packaging nel 2020: previsioni e proiezioni
Quanto alle previsioni del settore per il 2020 il Presidente Aureli parla di ” anno di consolidamento” dopo una crescita costante e “impetuosa” che ha caratterizzato gli ultimi anni. Gli scenari politici e gli indicatori macroeconomici invitano del resto a una certa cautela, rivelano un ulteriore rallentamento nella crescita del PIL mondiale e quanto alle tecnologie di confezionamento, al momento la raccolta ordini è meno positiva rispetto al passato. È dunque probabile che l’anno in arrivo consolidi i risultati ottenuti.
Resta comunque positiva e orientata alla crescita la visione sul medio lungo periodo per i costruttori di macchine per il packaging.
Le maggiori preoccupazioni circa i fattori che possono negativamente condizionare i mercati – come ha precisato del resto il presidente Aureli – rigurdano le turbolenze geopolitiche in diversi paesi, i dazi e le tensioni commerciali a livello internazionale e le politiche del Governo italiano ancora non focalizzate sulle necessità di crescita delle imprese.
