L’evoluzione del mercato dei pallet in legno come esempio di successo dell’economia circolare
Alimentato anche dal volano della sostenibilità, il mercato dei pallet in legno non è solo buono ma ha registrato numeri da record, sia nei valori delle vendite interne sia per le esportazioni. A rendere ufficiale la notizia i dati comunicati dall’European Pallet Association e.V, l’organizzazione mondiale dei produttori e dei riparatori di pallet EPAL. A livello mondo il 2017 è stato un anno eccellente, circa 115,8 milioni di pallet in legno hanno fatto il loro ingresso su un mercato cresciuto del 10% rispetto al 2016.
In Italia le 1600 aziende consorziate hanno chiuso il 2017 con un incremento del 6% sulle vendite; prodotti in totale 9.293.737 pallet, con 5.209.189 nuove realizzazioni e 4.084.548 pallet riparati.
A contribuire in modo rilevante a tanto successo un insieme di fattori, fra i quali i più rilevanti sono collegati alla sostenibilità ambientale; un dato di sempre maggior interesse che contribuisce alla percezione dell’affidabilità del legno, materiale naturale per eccellenza.
Una politica ecosostenibile che riguarda anche il riciclo e le modalità di trasporto; ad essere privilegiati sono infatti i luoghi di approvvigionamento meno distanti che nel caso del legno, vista la buona disponibilità del materiale, possono rientrare nel piano di efficientamento dei consumi. Si tratta quindi di un bell’esempio di economia circolare, un modello organizzativo che coinvolge i diversi attori interessati alle varie fasi di vita del bancale.
L’istituzione del Comitato Tecnico EPAL garantisce inoltre, l’aderenza ai protocolli previsti con rigide ispezioni realizzate dalle società Bureau Veritas. Solo in Italia per l’anno 2017 sono state eseguiti circa 2600 controlli, mentre arrivano a 18.000 in Europa.
Un altro elemento che è opportuno considerare è la crescita del numero di aziende licenziatarie dei pallet EPAL e dunque in grado di garantire la qualità del prodotto e della produzione. Nel 2017 sono cresciute dell’11% rispetto al 2016, un ulteriore indicatore del rafforzarsi di una coscienza critica rispetto allo sviluppo sostenibile e della consapevolezza di come possa essere una scelta imprenditoriale vincente.
