Quando il packaging per l’acqua si può mangiare, il caso di “Ooho balls”
E’ una grande goccia il nuovo packaging per l’acqua proposto con “Ooho Balls”, dalla start-up Britannica Skipping Rocks Lab. Al posto della tradizionale bottiglietta di plastica, i tre giovani ingegneri Spagnoli fondatori dell’azienda, propongono una doppia membrana gelatinosa, realizzata con alginato di sodio e clorulo di calcio. Una bolla che contiene 250 ml di acqua, che si può assumere mettendo in bocca e rompendo l’ivolucro fra la lingua e il palato; poi proprio come quando consumiamo un frutto è sufficiente gettare la buccia, in questo la membrana che conteneva l’acqua.
Si tratta di una proporsta alternativa alle tradizionali bottigliette, un packaging per l’acqua sostenibile interamente biodegradabile in poche settimane. Le “Ooho Balls” sono imballlaggi flessibili dal costo assolutamente contenuto, inferiore rispetto a quello delle bottiglie di plastica; le membrane vegono prodotte tramite il processo di gelificazione, una tecnica di fatto molto simile a quella comumente impiegata in cucina per la trasformazione dei liquidi in gelatina. Idealmente questo tipo di soluzione può essere applicata anche ad altri tipologie di bevande oltre all’acqua, dalle bevande gassate al vino.
Presentata per la prima volta nel 2013, per avviare la produzione su vasta scala del nuovo packaging per l’acqua, è stata aperta da allora una campagna di crowdfunding, grazie alla quale i tre giovani ingegneri hanno raccolto circa 700 mila dollari. E per abituarci all’idea di un nuovo modo di bere, la troveremo presto durante eventi sportivi, maratone e concerti, un’ottima occasione per sperimentare quella che potrebbe essere una vera alternativa alla bottiglietta di plastica.
