Alla scoperta dell’Innovation Center di Tetra Pak a Modena

Innovation Center di Tetra Pak a Modena

Innovazione e sostenibilità al centro del futuro del packaging

Situato nel cuore della Food Valley italiana, l’Innovation Center di Tetra Pak a Modena – uno dei sei centri di ricerca e sviluppo dell’azienda Svedese nel mondo, il secondo per estensione – rappresenta un punto di riferimento internazionale per la ricerca e lo sviluppo nel settore del confezionamento e trattamento alimentare. 

Fondato nel 1982, questo campus all’avanguardia copre una supeficie di 85.000 mq, ospita oltre 1.100 dipendenti provenienti da 33 Paesi. Parole d’ordine efficienza, innovazione tecnologica e sostenibilità per affrontare le sfide globali dell’industria alimentare. Progettato per sviluppare tecnologie all’avanguardia e favorire la collaborazione con le aziende del settore Food & Beverage, è qui che i clienti possono testare e co-creare nuove soluzioni ed è sempre qui che si trova il centro pilota, focalizzato sullo sviluppo di macchine avanzate che riducono il consumo di risorse come acqua ed energia. Ricerca, sperimentazione, produzione un approccio fortemente integrato che si sviluppa in un ambiente estremamente dinamico, da sempre attento a creare le condizioni migliori perché i propri collaboratori possano lavorare al meglio, avvezzo da anni a modalità di lavoro ibride, stringente sui protocolli di sicurezza.

La giornata è iniziata con il saluto di Roberto Mastri, nuovo Managing Director di Tetra Pak Packaging Solutions. Con oltre 24.000 dipendenti e una presenza in 160 Paesi, l’azienda ha chiuso il 2023 con un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Mastri ha sottolineato l’impegno indispensabile verso l’innovazione, una scelta che si concretizza in circa 500 milioni di euro di investimenti annui in ricerca e sviluppo, di cui 350 milioni dedicati esclusivamente ai materiali sostenibili. 

Un obiettivo, quello di ottimizzare le prestazioni dei materiali di confezionamento migliorando gli standard di sostenibilità che non smette di spostare l’asticella verso l’alto; eliminare l’alluminio come materiale barriera, semplificando la composizione dei materiali di confezionamento per favorirne il riciclo, è fra gli obiettivi prioritari. Tra i progetti più promettenti sicuramente è il Tetra Brik Aseptic 200 Slim Leaf, un cartone asettico con barriera a base di cellulosa, che elimina l’uso dell’alluminio e riduce del 30% l’impronta di carbonio rispetto alle soluzioni tradizionali. Questo nuovo packaging, composto per l’80% da cartone e il 20% da polietilene, è già stato adottato da Lactogal per il latte al cioccolato in Portogallo, e presto arriverà anche in Italia. 

E sul fronte delle tecnologie, abbiamo potuto vedere in azione la Tetra Pak E3/Speed Hyper, una macchina di riempimento asettico capace di produrre 40.000 confezioni all’ora. Anche definita la “macchina di confezionamento più veloce al mondo”, oltre a dimezzare drasticamente i tempi di produzione, E3/Speed Hyper cambia la modalità di sterilizzazione delle confezioni, non più ottenuta con il perossido di idrogeno ma con tecnologia eBeam ovvero a fascio di elettroni. I vantaggi a livello di consumi e ambiente sono importanti, riduce del 45% il consumo d’acqua e del 30% quello di energia e minimizza gli scarti.

Intanto in Europa, il tasso di cartoni per bevande avviati al riciclo è di circa il 50% (fonte ACE 2022), con l’obiettivo ambizioso di raggiungere il 70% entro il 2030. L’azienda collabora con oltre 170 riciclatori in tutto il mondo e investe circa 40 milioni di euro l’anno in programmi di riciclo

Alla scoperta dell’Innovation Center di Tetra Pak a Modena ultima modifica: 2024-11-29T16:37:42+01:00 da Redazione
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