I vantaggi apportati dai sistemi di ispezione a raggi x per la rilevazione di corpi estranei nell’industria alimentare sono tanti ma c’è ancora chi si chiede se siano davvero sicuri

Nimax: “Un volo transatlantico della durata di 8 ore fornisce una dose di radiazioni molto più elevata rispetto ai sistemi di ispezione a raggi x”.

Sebbene siamo abituati a pensarne l’utilizzo prevalentemente in campo medico, è in aumento il ricorso all’ispezione a raggi x per la rilevazione di corpi estranei nei prodotti da parte dell’industria alimentare.

Infatti i raggi x possono penetrare anche nei prodotti alimentari, evidenziandone diverse caratteristiche interne e “scoprendo” difetti o contaminazioni ma, lo sottolineiamo, lasciando il prodotto inalterato. E i vantaggi sono numerosi.

Protezione e garanzia

Innanzitutto protezione del consumatore e garanzia di qualità, in quanto nonostante l’accuratezza dei processi di produzione, le contaminazioni sono sempre possibili. Detezione di metallo, vetro, pietre, ossa, plastica densa, ceramica. Sono tutti elementi che i sistemi di ispezione a raggi x sono in grado di identificare, anche in applicazioni particolarmente “difficili”, come ad esempio il packaging alluminato. Ma non solo, grazie ai raggi x è possibile effettuare anche altri tipi di controlli, come ci spiegano alla Nimax Spa, azienda nata a Bologna che fa parte del Gruppo Domino specializzata nelle soluzioni di marcatura, codifica, tracciabilità e nei sistemi di ispezione e controllo e labelling: “verifica dell’integrità dei prodotti, detezione di prodotti mancanti, ispezione fino a 6 prodotti contenuti in una singola confezione per la verifica di volume, riempimento e forma.”

Limitare i richiami

Ciò consente di limitare in maniera significativa la necessità di operare dei richiami di prodotti difettosi, a tutela del marchio. Richiami che in molti casi possono rivelarsi fatali per la reputazione del prodotto e dell’azienda, ma è un fatto che gli operatori del settore alimentare, come ricorda il Ministero della Salute“hanno l’obbligo di informare i propri clienti sulla non conformità riscontrata negli alimenti da essi posti in commercio e a ritirare il prodotto dal mercato.”

Non solo, in aggiunta al ritiro, qualora il prodotto fosse già stato venduto, gli operatori sono tenuti ad informare i consumatori sui prodotti a rischio, anche mediante cartellonistica da apporre nei punti vendita, e a pubblicare il richiamo nella specifica area del portale del Ministero.

RX le prime applicazioni dei raggi X in campo medico

Ma i raggi x sono sicuri?

E’ la domanda che ricorre più frequentemente, come ci confermano anche alla Nimax, che produce sistemi di ispezione a raggi x specifici per vari settori, dall’industria alimentare a quella farmaceutica e del packaging.

“Per loro stessa natura i sistemi di ispezione a raggi x utilizzati per il settore alimentare sono del tutto sicuri per la salute e le loro emissioni sono significativamente inferiori rispetto alle radiazioni che vengono emesse naturalmente da altre fonti naturali, come ad esempio il gas Radon, il decadimento dei raggi gamma emesso dalle rocce, i raggi cosmici e persino dal sole.”

Anche i lavoratori possono stare tranquilli. “I nostri sistemi di ispezione a raggi x – sottolineano alla Nimax – sono stati progettati e costruiti per rispettare le norme e le leggi estremamente severe presenti nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti e sono assolutamente sicuri da installare ed utilizzare. I raggi x della Serie X5 sono dotati inoltre di una protezione che fa sì che le emissioni siano inferiori a 1uSv/ora * durante le operazioni. Numeri da confrontare con la media mondiale del tasso di radiazioni, che è di circa 2.7mSv*/anno, mentre lavorare per 40 ore a settimana per 48 settimane all’anno accanto a un sistema di ispezione a raggi x equivale a meno di 0.78mSv/anno.

E gli effetti sul cibo?

Basta dire che “i prodotti ispezionati  trascorrono circa 0,4 secondi all’interno del tunnel dove vengono scansionati dai raggi x. Nel 1997 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha condotto uno studio che ha confermato che dei livelli di radiazione fino a 10.000 Sv non hanno nessun effetto sui prodotti nutrizionali e sulla sicurezza dei consumatori. Questa è una quantità di circa 10 milioni di volte più forte rispetto a quella ricevuta durante l’utilizzo dei nostri sistemi di ispezione a raggi Serie X5.”

*il sievert (simbolo Sv) è l’unità di misura della dose equivalente di radiazione (effetti e danno provocato dalla radiazione su un organismo).

Monica Dall’Olio

Sistemi di ispezione a raggi x per l’industria alimentare ultima modifica: 2019-09-25T15:35:29+02:00 da Redazione