Diverse tipologie di packaging

Il packaging italiano resiliente e innovativo driver di competitività per il Made in Italy. I dati dell’ultimo Report sullo stato dell’imballaggio.

Il settore del packaging italiano si conferma un pilastro dell’economia manifatturiera nazionale, capace di resistere a oscillazioni dei mercati e crisi globali. Secondo l’ultimo Report sullo stato dell’imballaggio pubblicato da ItaliaImballaggio, nel 2024 la produzione complessiva di imballaggi ha mostrato segnali di crescita, con un fatturato stimato a 35,8 miliardi di euro, pari a un incremento dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

Imballaggi in carta, plastica e legno trainano la produzione

Entrando nel dettaglio dei materiali, il comparto più dinamico è stato quello del legno, cresciuto del 5%, grazie soprattutto ai pallet che rappresentano oltre il 76% della produzione. Bene anche la plastica (+2,5%) e gli imballaggi flessibili(+3%), confermando il loro ruolo centrale in un mercato sempre più orientato alla leggerezza e alla versatilità.

Il cartone ondulato si mantiene su livelli solidi con un +2,2%, mentre l’intero comparto carta e cartone segna un incremento del 2,1%. In crescita anche l’alluminio, che registra un +4,8%, sostenuto in modo particolare dal settore cosmetico, e l’acciaio, con un +1,4% legato soprattutto all’alimentare confezionato.

Unica nota in controtendenza è quella del vetro, penalizzato dal calo dell’export (-7%), che non è stato compensato dall’aumento delle importazioni (+3%).

Cosmetico, farmaceutico e largo consumo: i settori motori della domanda

Se i dati produttivi evidenziano un comparto sostanzialmente stabile, è sul lato della domanda che emergono i settori più vitali. Il cosmetico si conferma protagonista assoluto, con un balzo atteso del +10% nel 2024: l’export cresce del 15%, mentre il mercato interno avanza del 6% rispetto al 2023. Bene anche il farmaceutico e il largo consumo, entrambi stimati in crescita attorno al +4%.

Questi comparti non solo assorbono volumi rilevanti di imballaggi, ma contribuiscono a orientare l’innovazione verso soluzioni più performanti e sostenibili, influenzando così l’intera filiera.

Commercio estero: saldo negativo ma in miglioramento

Sul fronte del commercio estero, le stime 2024 indicano un incremento dell’export pari al 2,5% (2,73 milioni di tonnellate), a fronte di un calo dell’import dell’1,5% (2,75 milioni di tonnellate). Il saldo resta negativo, ma migliora del 23%, attestandosi intorno alle 28.000 tonnellate.

Fotografia del consumo 2023

Guardando al quadro dell’anno precedente, in Italia sono state utilizzate 12,7 milioni di tonnellate di imballaggi. La ripartizione evidenzia il peso del settore alimentare e delle bevande, che da solo rappresenta il 77% dei consumi, contro il 23% dei comparti non alimentari.

Dal punto di vista dei materiali, prevalgono il vetro (36,9%), seguito da carta e cartone (26,2%), plastica e poliaccoppiati (18,3%), legno (13,7%), acciaio (4,3%) e alluminio (0,5%).

E dunque il packaging italiano si conferma dunque un settore resiliente, in grado di affrontare le difficoltà legate alla volatilità dei mercati e alle sfide ambientali con investimenti mirati e capacità di innovazione. 

Fonti: ItaliaImballaggio

La produzione di imballaggi in Italia ultima modifica: 2025-09-02T10:22:46+02:00 da Redazione