
Una prima guida tecnica specifica per il mercato statunitense
Negli Stati Uniti, la Poly Coated Paper Alliance (PCPA) ha pubblicato il “2026 Design for Mill Recyclability Guidance”, presentato dall’associazione come il primo documento tecnico statunitense dedicato in modo specifico alla progettazione per la riciclabilità in cartiera degli imballaggi in carta poliaccoppiata. Il documento fornisce a marchi, converter e produttori un quadro di riferimento per allineare la progettazione degli imballaggi ai requisiti effettivi delle cartiere nordamericane che processano questo tipo di materiale.
Le tipologie di imballaggio coperte dalla guida includono i cartoni del latte, i contenitori per succhi di frutta, i bicchieri da caffè monouso e le vaschette per gelato; tutti prodotti accomunati dalla presenza di un rivestimento in plastica sulla fibra cellulosica, elemento che storicamente complica la separazione e il riciclo del materiale negli impianti cartari tradizionali.
Il metodo: un’indagine su cartiere che coprono oltre il 90% del mercato
La guida parte da un’indagine condotta presso cartiere statunitensi e canadesi specializzate nel trattamento di due categorie di fibra riciclata, la Grade 52 (cartoni da bevande) e la Grade 54 (carta mista). Le cartiere coinvolte nella rilevazione rappresentano, secondo la PCPA, oltre il 90% del consumo rilevante di fibra riciclata in Nord America per queste tipologie di materiale, un dato che conferisce al documento un grado di rappresentatività elevato rispetto alle reali condizioni operative degli impianti.
Sulla base delle risposte raccolte, pesate in proporzione ai volumi di consumo di ciascuna cartiera, il documento introduce una classificazione a quattro livelli di compatibilità: pienamente compatibile, condizionalmente compatibile, non compatibile e sconosciuto. Un sistema pensato per orientare in modo pratico le scelte di progettazione, comprese quelle relative agli additivi a resistenza umida utilizzati nei rivestimenti, per i quali la guida individua sia opzioni pienamente compatibili sia opzioni condizionalmente compatibili con il riciclo in cartiera.
Il legame con i programmi di responsabilità estesa del produttore
Un elemento distintivo dell’iniziativa è il suo esplicito collegamento ai programmi di responsabilità estesa del produttore (EPR) in fase di implementazione in diversi Stati americani. La PCPA sta infatti proponendo l’inserimento della propria guida all’interno del piano del programma EPR della California, attraverso il coordinamento con la Circular Action Alliance, l’organizzazione incaricata di gestire l’attuazione operativa della normativa californiana sugli imballaggi.
Tra i soggetti coinvolti nello sviluppo e nella promozione del documento figurano, oltre alla PCPA, anche il Carton Council e la Foodservice Packaging Institute.
Il contesto normativo statunitense sulla responsabilità estesa del produttore
Negli Stati Uniti, i programmi di EPR (Extended Producer Responsibility) applicati agli imballaggi sono già stati adottati, con tempistiche e modalità differenti, da diversi Stati oltre alla California, tra cui Oregon, Colorado e Maine. In assenza di una normativa federale unica, ciascuno Stato definisce autonomamente i criteri di riciclabilità che condizionano i contributi ambientali dovuti dai produttori, creando un mosaico regolatorio che le associazioni di filiera, come la PCPA, cercano di ricomporre attraverso strumenti tecnici condivisi e riconosciuti a livello di settore.
In questo contesto, una guida sviluppata direttamente con le cartiere punta a ridurre il rischio che i criteri di riciclabilità richiesti dai programmi EPR risultino disallineati rispetto alle reali capacità di trattamento degli impianti, un problema che diversi operatori del settore cartario segnalano da tempo come uno dei limiti principali dei sistemi di responsabilità estesa del produttore introdotti finora a livello statale.
Sebbene l’iniziativa riguardi in via diretta il mercato nordamericano, il tema della riciclabilità in cartiera degli imballaggi in carta accoppiata con plastica è centrale anche nel dibattito europeo sul PPWR, che impone requisiti di riciclabilità crescenti anche per gli imballaggi compositi a base cellulosica. L’approccio metodologico adottato dalla PCPA – un’indagine diretta presso le cartiere, pesata sui volumi effettivamente trattati – rappresenta un possibile termine di confronto per iniziative analoghe che potrebbero svilupparsi anche in Europa, dove il tema della compatibilità industriale degli imballaggi compositi resta un nodo aperto per i produttori di cartone per liquidi e di imballaggi accoppiati.
