packaging sostenibile attività di ricerca Università di Parma

Con la Prof.ssa Antonella Cavazza, dietro le quinte della ricerca

Dopo l’interesse suscitato dagli interventi tenuti dallUniversità di Parma in occasione dell’evento B/Open sui nuovi materiali per il Packaging, siamo tornati dalla Prof.ssa Antonella Cavazza, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, per approfondire ulteriormente il rapporto fra packaging e sostenibilità ambientale. A lei abbiamo chiesto quali sono le prospettive, cosa possiamo attenderci nel prossimo futuro, su cosa puntare e specialmente di cosa c’è bisogno.

Packaging e sostenibilità: c’è molto da fare!

Prof.ssa Antonella Cavazza

Il packaging è un importante strumento per la protezione del cibo e aiuta a prolungarne la shelf-life e a distribuire le risorse anche in zone lontane dai siti di produzione. Per questo è un mezzo che può concorrere alla riduzione dello spreco alimentare, in accordo col tema dell’Expo 2015 “nutrire il pianeta” che, nel Padiglione Zero, rappresentava in un’ampia stanza buia, le montagne di cibo sprecato ogni giorno.

D’altro canto però il vasto utilizzo di packaging in plastica ha portato a effetti devastanti sull’ambiente ed è necessario agire per trovare un rimedio. Una possibile soluzione è quella di realizzare materiali alternativi che abbiano un minore impatto ambientale.

Da dove partire, se non prendendo ispirazione dalla natura? Cosi come Leonardo osservando il volo degli uccelli ha progettato la macchina per il volo e poi, man mano, siamo arrivati agli aerei.. 

La natura offre molteplici esempi di packaging ideale, completamente biodegradabile. Basti pensare alla buccia della frutta, che svolge un’azione di protezione dell’alimento contenuto al suo interno, sia dal punto di vista meccanico che chimico, grazie alla presenza di antiossidanti. Perché quindi non pensare di restituire al prodotto il proprio “vestito” originale?

Usare sottoprodotti dell’industria agroalimentare per la realizzazione di packaging rientra nel piano relativo a quella che viene definita Economia Circolare, promossa dalla politica Europea: “chiudere il cerchio” reinserendo gi scarti di un processo produttivo in un nuovo sistema di produzione, dandogli cosi un valore aggiunto e limitando gli sprechi.

Sono moltissimi gli esempi di prodotti ortofrutticoli scartati perché non idonei dal punto di vista commerciale, a causa di inadatte caratteristiche quali forma, dimensione, grado di maturazione. Inoltre, grosse quantità di porzioni non edibili di vegetali sono generate nelle fasi di produzione di alimenti di quarta gamma, o surgelati, o sottolio (basti pensare ad esempio a carciofi e cipolle).

La chiave della evoluzione del packaging è quindi quella di rigirare il concetto: anziché permettere che il packaging diventi un rifiuto, fare in modo che quello che oggi è un rifiuto diventi un packaging!

LA RICERCA ALL’UNIVERSITA’ DI PARMA: Il progetto “SPRAY 4 PACK” 

C. Corradini, A. Cavazza, M. Grimaldi, O. Pitirollo

La letteratura scientifica riporta molti esempi basati sull’utilizzo di sostanze naturali per la realizzazione di packaging attivo, e anche al dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, all’interno del gruppo di lavoro del Prof. Claudio Corradini, abbiamo valutato la ricchezza di sostanze bioattive contenute in sottoprodotti di carciofi, asparagi, cipolle e uva, mediante sistemi di analisi cromatografica, spettrofotometrica, e valutazione del potere antiossidante con l’uso dell’Oxitest (Velp Scientifica).  

Da questi  preziosi estratti è stato possibile realizzare applicazioni in ambiti diversi, dal packaging alla nutraceutica, alla cosmetica e all’erboristeria.

In particolare, nel settore packaging, è nato il progetto SPRAY 4 PACK, che ha ricevuto un finanziamento nel contesto del programma E-Lab, Laboratorio regionale per l’imprenditorialità.

Abbiamo realizzato soluzioni spray e pellicole edibili attive le cui proprietà (spessore, trasparenza, colore, flessibilità) possono essere personalizzate a seconda del tipo di alimento su cui ci si propone di applicarle, in modo da conferirgli, volendo, anche note aromatiche e proprietà funzionali. Tutti i sistemi realizzati sono biodegradabili al 100% e si dissolvono rapidamente in acqua.

Possibili applicazioni dello spray riguardano frutta e verdura, in cui si è osservato un allungamento della shelf-life, grazie a un ritardo della maturazione e dello sviluppo di muffe, o macedonia e dolci che si mantengono freschi per un periodo pari ad almeno il doppio dei controlli non trattati.

I film sono stati invece testati su hamburger, sostituendo il film plastico tradizionale con quello edibile, che può essere cucinato insieme alla carne permettendo una stabilizzazione del colore e dell’odore nel tempo, e la possibilità di aromatizzare il prodotto e renderlo funzionale, ad esempio grazie alla presenza di prebiotici naturali. L’impiego della pellicola edibile contenente antioossidanti si oppone anche alla formazione di composti tossici durante la cottura.

Infine, per chiudere il “cerchio”, gli scarti derivati dalla estrazione del materiale vegetale, costituiti più che altro da cellulosa e lignina, possono essere ancora impiegati per la realizzazione di packaging secondario o nanocellulosa.

Attenzione però alla sicurezza! Un recente articolo pubblicato sulla rivista “Environment International” sottolinea come molte bioplastiche e materiali ottenuti da piante contengano sostanze che possono migrare agli alimenti e sono dotate di tossicità, dimostrata per ora da esperimenti in vitro.

E’ bene quindi non abbracciare qualsiasi soluzione alternativa alla plastica come rimedio “sano”, perché in molti casi la plastica continua forse ad essere l’opzione migliore. Si pensi a molti utensili in legno che vengono oggi proposti in sostituzione di quelli monouso in plastica: sono spesso caratterizzate da superficie non liscia, possibile presenza di schegge, tendenza ad assorbire acqua e sviluppare muffe, perdita di forma dopo contatto coi liquidi, bassa resistenza meccanica. Per risolvere questi punti critici presso i nostri laboratori abbiamo messo punto un sistema di coating a base di sostanze naturali che consente di portare miglioramenti su tutti questi fronti.

Ma come appare chiaro.. c’è ancora molto lavoro da fare! E il messaggio da portare con sé è che solo lo sviluppo della conoscenza può portare a un avanzamento nella ricerca, in questo come in tutti i campi del sapere.

Ecco perché è importante la Formazione, l’Informazione e il Training.

Prof.ssa Antonella Cavazza

Packaging sostenibile: prospettive e possibilità ultima modifica: 2020-12-17T17:34:16+01:00 da Redazione