Studio sulla tipologia e il numero di imballaggi che compongono il carrello della spesa

Ma il packaging lo possiamo riciclare? Il 42% dei prodotti che rientrano nel carrello medio della spesa indica sulle etichette come smaltirlo in modo corretto

Un packaging riciclabile è sempre più importante per determinare le scelte dei consumatori, considerando anche che ogni italiano, neonati compresi, mette nel carrello della spesa 50 chilogrammi di confezioni all’anno. Stiamo parlando di quasi 3 milioni di tonnellate di packaging, necessari a contenere i prodotti di largo consumo acquistati nei punti vendita della distribuzione moderna.

I numeri sono il risultato di una stima effettuata dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy (quest’ultima è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo), che ha misurato quanto, come e dove la riciclabilità degli imballaggi viene segnalata sulle etichette dei prodotti per aiutare i consumatori nell’ardua impresa dello smaltimento.

Un prodotto su quattro fornisce le istruzioni per lo smaltimento delle confezioni

Lo ha fatto analizzando le etichette di oltre 106 mila prodotti tra alimentari, cura casa, cura persona e petcare. Cosa ha scoperto? Un prodotto su quattro (il 25,4%) fornisce le istruzioni per riciclare il packaging. Indicazioni che sono presenti soprattutto sulle confezioni realizzate con materiali che possono essere effettivamente recuperati tramite il circuito della raccolta differenziata. Di questo 25,4%, infatti, nell’82% dei casi il pack è indicato come “totalmente riciclabile” o “largamente riciclabile”, mentre solo nel 6,2% dei casi viene definito “non riciclabile

Fonte: Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, ed. 2, 2019

I “più bravi” a fare del packaging una soluzione riciclabile

A guidare la classifica dei prodotti “virtuosi”, ossia con il maggior grado di materiale recuperabile comunicato in etichetta, c’è l’acqua minerale – con il 100% delle referenze dichiarate ”totalmente riciclabili” o “largamente riciclabili”. Seguono il cura casa (come detergenza bucato e detergenza stoviglie) e le bevande (piatte e gassate). Dall’analisi per tipologia di produttore emerge inoltre che il maggior numero di prodotti contenente indicazioni su come smaltire il pack appartiene alle grandi marche e alle private label.

Pack mono e multi-componenti

In molti casi il packaging dei prodotti di largo consumo è composto da più materiali, assemblati in modo da garantire la miglior conservazione del prodotto e da offrire la massima comodità di utilizzo. L’Osservatorio Immagino ha voluto approfondire anche quest’aspetto a partire dall’offerta a scaffale. È così emerso che 13.460 dei 27.029 prodotti su cui è presente la comunicazione di riciclabilità hanno un packaging monomateriale. Altri 8.124 prodotti sono confezionati con pack composti da due materiali e altri 4.428 da tre materiali. Meno rilevante la quota di quelli con più di quattro materiali usati nell’imballaggio. Al numero dei materiali presenti nel packaging è strettamente correlato il livello di riciclabilità delle confezioni. Le confezioni monomateriale sono totalmente o largamente riciclabili in quasi il 90% dei casi. Via via che aumenta il numero di materiali utilizzati la quota di prodotti che può considerarsi riciclabile diminuisce.

Le conclusioni

Partendo dal fatto che il basket “medio” di spesa è composto per il 51,4% dai prodotti delle marche leader (top 20) e delle private label, ponderando le vendite per il numero effettivo di confezioni vendute per ogni prodotto, l’Osservatorio Immagino ha calcolato che le indicazioni sullo smaltimento del pack sono presenti sul 42,3% dei prodotti che entrano “effettivamente” nel carrello della spesa. E, di questo 42,3%, nell’86% dei casi le confezioni sono interamente o largamente riciclabili.

Monica Dall’Olio

Packaging riciclabile: in 12 mesi ogni Italiano ne deve smaltire 50kg ultima modifica: 2020-03-06T17:17:43+01:00 da Redazione