Tecnologie per la stampa di codici univoci

Dedicato alle nuove modalità di notifica delle miscele pericolose – codice UFI – e alle tecnologie conformi

Entro il 2025 i prodotti chimici che presentano rischi per la salute o un pericolo per l’incolumità della persona dovranno riportare un codice univoco sulle etichette. Come fare?

Identificatore unico di formula, ovvero Unique Formula Identifier, secondo la normativa. E’ l’UFI, codice a sedici cifre utilizzato per creare un collegamento inequivocabile tra un prodotto con caratteristiche di pericolosità immesso sul mercato e le informazioni sulla sicurezza in possesso dei centri veleni ai fini del trattamento dei potenziali pazienti.

Secondo quanto stabilito dal Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), cosi come modificato dal Regolamento UE 2017/542, dal 1° gennaio 2020 i responsabili dell’immissione sul mercato di prodotti e miscele pericolose dovranno aggiungerlo all’etichetta dei loro prodotti.

Sono infatti tantissimi i prodotti di uso comune, dai detersivi ai disgorganti, tanto per fare qualche esempio, che contengono sostanze potenzialmente dannose. Per offrire maggiore sicurezza, ogni paese europeo è dotato di un centro veleni che ha il compito di fornire consigli al personale medico in situazioni di emergenza, ovvero in caso di ingestione o di uso improprio.

Va da sé che un rapido accesso alle informazioni diventa fondamentale per contenere gli effetti e anche per contribuire a salvare vite umane.

A fornire un panorama chiaro di come “maneggiare” l’UFI e delle possibilità a disposizione dei produttori è Nimax Spa, azienda nata a Bologna nel 1970 specializzata nelle soluzioni di marcatura, codifica, tracciabilità e nei sistemi di ispezione e controllo e labelling, che ha redatto un white paper sulla normativa UFI ad hoc.

“Ciascun codice UFI – spiegano alla Nimax – è collegato a un database centrale che riporta i rischi di sicurezza relativi ad ogni miscela pericolosa.”

Il cronoprogramma secondo la normativa UFI

La guida riporta in modo chiaro le scadenze entro cui sarà necessario rispettare le conformità della normativa UFI, ovvero:

  • 1 gennaio 2020 per i prodotti vendibili ai consumatori
  • 1 gennaio 2021 per i prodotti vendibili ai professionisti
  • 1 gennaio 2025 per i prodotti vendibili su scala industriale

Prima di tutto la sicurezza

L’obiettivo che si vuole raggiungere con la normativa UFI è operare in sicurezza a tutti i livelli, tutelare i consumatori e consentire al personale sanitario di intervenire tempestivamente ed efficacemente. I numeri sono significativi: secondo quanto riferito da Nimax ogni anno i centri veleni europei ricevono circa 600.000 chiamate per situazioni di emergenza e quasi la metà riguarda bambini.

Scegliere la tecnologia giusta. Il consiglio

Ci sono diverse tecnologie per la codifica e marcatura disponibili in grado di stampare codici UFI sui prodotti. La scelta dipende da diversi fattori, ad esempio dalla tipologia di prodotto e dalla velocità delle linee di produzione.

Codice UFI esempio

“Alcuni produttori – sottolineano alla Nimax – scelgono di pre-stampare il codice UFI sull’etichetta pensando in questo modo di risparmiare. In realtà scegliere di stampare questi dati in modo variabile e in linea consente di avere un processo di produzione più dinamico, flessibile e soprattutto gestibile e integrabile nel tempo.” Ma partiamo dal codice univoco.

Software per la codifica e marcatura

On line è disponibile un Generatore Codici UFI, a cura dell’Echa, European Chemicals Agency, ma come la Echa stessa segnala è comunque possibile integrare il generatore UFI direttamente nel sistema IT del produttore. Una soluzione particolarmente efficiente se si devono gestire diversi tipi di miscele pericolose che richiedono a loro volta la creazione di altrettanti codici UFI.

Nimax, a questo fine, propone il software Quick Design di Domino – gruppo del quale fa parte – che permette di aggiungere codici univoci su singoli prodotti e nel contempo di tenere sotto controllo le operazioni di codifica.

Hardware per la codifica e marcatura

Sono numerose le tipologie di tecnologie proposte dall’azienda bolognese, che per consigliare i produttori su come  rendere la propria linea di produzione conforme alla normativa Ufi ha predisposto dei canali di comunicazione dedicati: il numero verde 800 33 60 60 e la casella di posta contactcenter@nimax.it .

Si parte dalla tecnologia a trasferimento Termico, in grado di produrre codici variabili ad alta velocità e fino a 300 dpi di risoluzione, particolarmente indicata per la codifica su packaging flessibile.

Se invece si lavora con substrati multipli, si possono operare scelte diverse. Il sistema di marcatura laser è l’opzione ideale per linee veloci e livelli di produzione alti. Ci sono poi i Marcatori Thermal Inkjet che utilizzano solventi e inchiostri a base acqua e stampano fino a 300 m/min. Tale tecnologia, detta TIJ, consente di integrare le compatte teste di stampa sia su linee singole che multiple, per cui si rivela come una scelta efficiente per i più diversi tipi di substrato.

Altro sistema di codifica valido per molti settori industriali è la marcatura a getto di inchiostro, che offre velocità, stampe chiare e definite e una grande flessibilità in termini di scelta dei substrati. Da sottolineare che la tecnologia CIJ permette una codifica sul prodotto finito, quindi può essere installato su linee di produzione già esistenti.

Monica Dall’Olio

Normativa UFI, il white paper di Nimax ci dà una mano ultima modifica: 2019-09-09T12:55:10+01:00 da Valeria Cei