macchine per il packaging

Attesa la chiusura d’anno a 8 miliardi, – 3%rispetto al 2021, in aumento gli ordini. Cosa succede nel mondo dei costruttori italiani di macchine per packaging

Resi noti i preconsuntivi di MECS Centro Studi Ucima che fotografano l’andamento del settore dei costruttori di tecnologie di confezionamento, un comparto fondamentale dell’industria Italiana. Secondo i dati il fatturato complessivo si attesta sui 7 miliardi e 986 milioni di euro, registrando un calo del 3% rispetto al 2021, ma comunque superiore ai livelli del 2020 e poco sotto rispetto al 2019. Un comparto più che vitale, resiliente che ha dimostrato di saper gestire e rispondere a criticità ad altissimo impatto, come nel caso della pandemia, della crisi internazionale immediatamente successiva dovuta al conflitto bellico ancora in corso e sul fronte normativo, di scelte non sempre semplici da supportare con chiaro riferimento alla recente sterzata della UE verso il riuso a discapito del riciclo.

Tornando ai numeri aumenta del +1,3% il mercato interno con un fatturato di 1 miliardo e 800 milioni di euro e un incremento dell’1% rispetto rispetto al 2021. L’export ha contributo al fatturato del comparto con 6 miliardi e 186 milioni di euro, perde il 4,3% rispetto allo scorso anno, un dato che non è evidentemente da leggersi se non constestualizzato. Dai ritardi di consegna, alle difficoltà di reperimento delle materie prime soggette ad un importante rincaro dei prezzi, l’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti sui quali si è inserito da febbraio il conflitto Russia e Ucraina, il comparto ha risentito di una condizione generalizzata di grande difficoltà.

Rilevante il dato riguardante gli ordini, in aumento con i prossimi 7 mesi e mezzo di produzione già garantita.

Interviene a commento dei dati il Presidente UCIMA, Riccardo Cavanna che cita anche il ruolo delle scelte dell’Unione Europea.

Lo scenario che denunciavamo un anno fa si è purtroppo verificato: continuiamo a ricevere ordini da tutto il mondo, ma i ritmi di consegna hanno subito un brusco rallentamento per il ben noto problema della mancanza di componenti. Abbiamo aree geografiche in via di sviluppo sempre più interessate alle nostre tecnologie e abbiamo bisogno di ritrovare le performance di prima per dare risposte rapide. Mi auguro che le decisioni comunitarie sull’energia diano presto respiro all’intero tessuto imprenditoriale italiano, e mi auguro anche che venga fatto di più, a livello nazionale, per continuare a sostenere gli investimenti di Industria 4.0”.

Il nuovo regolamento non ci convince, ma noi ci siamo: abbiamo sviluppato le tecnologie per il riciclo completo degli imballaggi e abbiamo avuto sempre un ruolo da protagonisti per portare la filiera a raggiungere importanti risultati in termini di circular economy, contribuendo a sviluppare quell’Italian way to circular economy che è uno dei vanti del nostro Paese. Ora siamo pronti a spingere anche sul fronte riuso, come un leader tecnologico mondiale quale siamo deve fare. Siamo pronti a tutto, senza retaggi ideologici, ma affrontando il tema ambientale con serietà e concretezza, a partire dall’analisi della LCA di tutti i materiali e di tutti i cicli di vita, nella consapevolezza che solo un’analisi scientifica e ragionata ci possa condurre al reale miglioramento dello stato di salute del pianeta”.

Dati Ucima.
Macchine per packaging 2022: i preconsuntivi UCIMA ultima modifica: 2022-12-19T13:57:33+01:00 da Valeria Cei